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STRATEGIA DEL TERRORE/ Herzog: una crisi d’identità aiuta l’Isis a colpire

Pubblicazione:martedì 26 luglio 2016

Foto LaPresse Foto LaPresse

In Siria, Iraq e Libia l’Isis è sottoposto a una tremenda pressione, sta perdendo terreno e sta diventando più debole. Proprio per questo lo Stato Islamico vuole dimostrare che l’Occidente lo può sconfiggere sul terreno, ma chi vive in Europa e Stati Uniti continuerà a essere ucciso da attentatori ispirati dalla sua ideologia. In un’intervista televisiva, un leader dell’Isis ha detto: “Anche se perdiamo dei territori, noi continueremo a colpirvi”. Tutto ciò indica il fatto che l’Isis sta diventando più debole, e proprio per questo fa di tutto per continuare a produrre danni e vittime in Occidente.

 

Da un punto di vista sociale che cosa caratterizza gli attentatori?

In queste azioni è coinvolto sicuramente un aspetto generazionale. Stiamo parlando infatti di persone che rappresentano la seconda e talora la terza generazione di immigrazione. Si tratta di giovani con una crisi d’identità, che sentono di non appartenere completamente né al loro Paese d’origine, né a quello in cui vivono. Questi musulmani che vivono in Europa e Stati Uniti non si sentono integrati e sono facilmente attratti da ideologie estremiste che li spingono non soltanto a odiare ma anche a intraprendere azioni contro l’Occidente.

 

Che cose le spinge ad aderire all’Isis?

Il fatto che migliaia di giovani musulmani che vivono in Occidente siano attratti dall’Isis non è affatto una coincidenza. Pur essendo vissute in una democrazia, queste persone attraversano una vera e propria crisi d’identità e molte di loro odiano la società in cui vivono.

 

E quindi?

L’Isis offre loro quella visione manichea in grado di fornire facili risposte ai loro dilemmi esistenziali. Da un punto di vista psicologico inoltre lo Stato Islamico dà loro la sensazione di essere protagonisti di un momento storico decisivo, combattendo l’Occidente e resuscitando la gloria dell’Islam. In conclusione, le azioni militari per sconfiggere l’Isis e la cooperazione internazionale per combattere il terrorismo devono essere affiancate da una strategia per affrontare alla radice le cause che fanno sì che così tante persone si sentano ispirate dall’Isis al punto di unirsi ai suoi ranghi.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
29/07/2016 - Come dobbiamo difenderci. (orazio bacci)

Con il foglio bianco ma con un temperino e la matita contro l'ISIS?In questo caso sto dalla parte di Trump,anche se Obama mi è sempre piaciuto,la Clinton la sento meno,per carita non perche è donna,poi Trump ha il difetto delle armi,ma però anche lui ha ragione,perchè dove ad una notevole riunione di americani,un terrorista ha sparato uccidendo innermi disarmati,se essi fossero stati armati,non finiva con una macellazione d'innnermi,lì do ragione a Trump.

 
26/07/2016 - Erdogan è un criminale amico americani e russi. (orazio bacci)

Quello che afferma del dopo ISIS vuol dire,che è evidente che sa che essi stanno annaspando,come i nazisti quando stavano perdendo la 2° Guerra Mondiale,erano ancora più sadici.Elem.Watson.