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Esteri

ATTENTATO IN CHIESA/ Un attacco ai cristiani e al codice islamico

La chiesa dove è avvenuto l'attentatoLa chiesa dove è avvenuto l'attentato

È chiaro che la Chiesa è cauta e preferisce non generalizzare. Lo stesso padre Samir Khalil Samir, sul sito di Asia News, ha raccomandato di non demonizzare tutti gli immigrati o tutti i musulmani che vivono in Europa per colpa di due attentatori legati all’Isis. Nello stesso tempo non bisogna essere ingenui, al punto da giustificare questi atti o da ritenere che chiunque li commetta lo faccia per problemi di squilibrio mentale.

 

Secondo lei qual è il legame tra gli attentatori di Rouen e i comandi dell’Isis?

Difficile dirlo, anche se c’è una coincidenza che mi colpisce. Proprio il giorno prima dell’uccisione del sacerdote di Rouen, la propaganda dell’Isis aveva deciso di colpire i cristiani. Lunedì infatti su un sito collegato al Califfato è uscito un video di otto minuti nel quale sono denunciati gli imam che considerano i cristiani come loro concittadini. Si tratta di un attacco a quanti affermano che i cristiani possono vivere tranquillamente nei Paesi musulmani e che non deve esistere un concetto di separazione su base religiosa.

 

Qual è la posizione che emerge da questo filmato?

Il video invita a combattere i cristiani e fare pagare loro la Jizya. Due minuti del filmato mostrano inoltre delle celebrazioni cristiane con incenso, candele e sacerdoti, pur non specificando esplicitamente che bisogna colpire nelle chiese. Inoltre si utilizzava l’appellativo più utilizzato dall’Isis per riferirsi ai cristiani, cioè “gli adoratori della Croce”. Un termine dispregiativo, che rappresenta il primo passo per considerare ogni luogo di culto cristiano come un centro politeista da eliminare e distruggere.

 

(Pietro Vernizzi)

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