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GEO-POLITICA/ Le notizie “da nascondere” su Hillary Clinton

Hillary Clinton (Lapresse) Hillary Clinton (Lapresse)

Uno dei più importanti quotidiani di Tamaulipas, uno stato di confine messicano, El Mañana, ha pubblicato l'altro giorno un editoriale dal titolo "Sì al muro di confine... ma nel Messico del Sud". Ovvero, i messicani stessi - quelli che vengono additati come vittime del razzismo di Trump - chiedono la costruzione di un muro ai confini sud del Paese con l'America centrale, per l'esattezza con Guatemala e Belize. «Quei confini non ci portano alcun beneficio e, al contrario, soltanto problemi, visto che sono diventati i punti di passaggio utilizzati per una nuova invasione, quella che vede i cittadini dell'America centrale usare il Messico come porta d'accesso per gli Stati Uniti», si leggeva nell'editoriale. Che razzisti questi messicani, quasi come Trump. 

E nessuno vi racconterà di “Clinton Cash”, il libro di Peter Schweizer, di cui su YouTube circola una versione in documentario, il quale è stato definito dal New York Times, «il libro più anticipato e temuto in uno ciclo presidenziale», mentre per la Msnbc si tratta di «un colpo devastante per la campagna di Hillary Clinton». E cosa dice? Tra le altre cose che, abbandonata la Casa Bianca da Bill, i coniugi Clinton erano alle soglie della bancarotta, mentre ora possono contare su un patrimonio di 150 milioni di dollari e la loro Clinton Foundation ha ottenuto donazioni per 2 miliardi di dollari. Di più, il grosso dei guadagni Hillary Clinton lo ha ottenuto quando era segretario di Stato, attraverso strapagate conferenze e ancor più lucrativi contratti con compagnie straniere. 

Ovviamente lo staff della Clinton ha definito il documentario nulla più che un concentrato di teorie cospirative della destra, peccato che quanto contenuto nel libro di Schweitzer e quindi nel documentario abbia trovato decine e decine di conferme anche da parte di media mainstream. Inoltre, incrociando i dati del libro con quelli contenuti nei Panama Papers, la Clinton Foundation appare più una banca d'affari che una charity. Ma si sa, il cattivo è Trump, il quale infatti nutre simpatia - ricambiata - verso quell'altro demone di Vladimir Putin. La Clinton no, lei sì che sa difendere la democrazia occidentale. Come ad esempio quando, da segretario di Stato e insieme al marito Bill, ha assistito un finanziere canadese, Frank Giustra e la sua compagnia, Uranium One, nell'acquisizione di concessioni minerarie in Kazakistan e Stati Uniti per l'estrazione dell'uranio. In seguito all'operazione, il governo russo ha tentato di acquisire proprio la Uranium One, ma per farlo aveva bisogno dell'approvazione dell'amministrazione Obama, vista la strategicità dell'asset in discussione. E mentre il Dipartimento di Stato seguiva l'iter, guarda caso, nove azionisti della Uranium One si sono sentiti in dovere di fare donazioni per 145 milioni di dollari alla Clinton Foundation. 


COMMENTI
27/07/2016 - Grazie Sussidiario (ALBERTO DELLISANTI)

Il manicheismo della corazzata Clinton, attualmente Hillary, è desolante. Non faccio di ogni erba un fascio, Bush junior era diverso dai Clinton. Resta che un quarto di secolo governato da Bill, da George e da Barack (ben coadiuvato da Hillary nel primo mandato) ha abbassato l'immagine degli USA nel mondo e creato disastri geostrategici qua e là. Quel "fuck" a Lavrov glielo hanno proprio fatto germinare spontaneo. Dio benedica l'America, e schiere di Angeli Custodi la illuminino e la reggano nel prossimo turno elettorale.

 
27/07/2016 - Sir Bottarelli (Giuseppe Crippa)

Bottarelli è un giornalista economico e quindi non tratta argomenti che esulano dal suo campo di interesse. Ci sarebbero altre notizie relative alla Clinton – per esempio qui: http://www.panorama.it/news/esteri/obamamania/hillary-clinton-lesbica-presidente-usa/ - ma da vero gentleman Bottarelli non se occupa.