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GEO-POLITICA/ Le notizie “da nascondere” su Hillary Clinton

Pubblicazione:mercoledì 27 luglio 2016

Hillary Clinton (Lapresse) Hillary Clinton (Lapresse)

Io capisco che l'emergenza terrorismo in Europa concentri tutta l'attenzione dei media, ma quanto è accaduto negli ultimi giorni negli Stati Uniti è qualcosa di senza precedenti nella storia moderna, se escludiamo il caso Watergate. Dopo aver ricoperto Trump della solita immondizia radical-chic, la stampa ha infatti debitamente silenziato quanto accaduto alla vigilia della convention democratica in corso a Philadelphia, durante la quale Hillary Clinton verrà incoronata candidata alla Casa Bianca. 

Primo, Bernie Sanders si è rivelato il pagliaccio che è: ha strepitato contro la Clinton e il suo essere serva di Wall Street per l'intera campagna elettorale e ora, dopo che i Repubblicani hanno messo nel loro programma il ripristino del Glass-Steagall Act per il sistema bancario, cosa fa il senatore del Vermont? Appoggia ufficialmente la sua nemica giurata, dicendo che è onorato di farlo e che sarà un'ottima presidente. La folla lo ha coperto di fischi, insulti e boati, ma poco male: l'arrivo di Michelle Obama ha silenziato tutto. Cosa ad esempio? Il fatto che Wikileaks abbia reso note alcune mail del Comitato elettorale del partito Democratico nelle quali non solo si diceva chiaro e tondo che bisognava gettare discredito contro Bernie Sanders a favore della Clinton, ma che i media erano parte di questo piano. 

La numero uno del Comitato, Debbie Wasserman Schultz, si è dimessa a seguito dello scandalo, ma è stata immediatamente assunta nello staff di Hillary Clinton. Meritocrazia, prima di tutto. Di più, domenica, intervistato dalla CNN, il manager della campagna elettorale della Clinton, Robby Mook, aveva puntato il dito contro Mosca: «I nostri esperti ci hanno detto che attori statali russi si sono inseriti nel nostro sistema e hanno rubato le mail. Mentre altri nostri esperti ci dicono che la loro diffusione sarebbe un favore di Mosca verso Donald Trump». Al culmine del ridicolo, l'FBI, ovvero la stessa agenzia federale che ha graziato la Clinton da un'accusa - utilizzo di un server privato per mail secretate quando era Segretario di Stato - che le sarebbe costata non solo la candidatura, ma, probabilmente, la galera, ha aperto un'inchiesta in tal senso. 

Ieri è arrivata la risposta russa alle accuse attraverso l'uomo più vicino a Putin, il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, il quale ha dichiarato quanto segue, mettendo da parte la diplomazia: «Non voglio usare quella parola di quattro lettere». Che non è “mail", ma "fuck", ovvero vaffanculo. Ma si sa, la narrativa è univoca: la Clinton impersona il bene, Trump il male assoluto. Anche perché le varie Giovanne Botteri di questo mondo, dell'America che si appresta a scegliere il suo capo, raccontano solo ciò che fa comodo alle istanze sinistrorse e politically correct, mica tutto. Ad esempio, scommetto che quanto sto per dirvi alla Rai non lo sentirete. 


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COMMENTI
27/07/2016 - Grazie Sussidiario (ALBERTO DELLISANTI)

Il manicheismo della corazzata Clinton, attualmente Hillary, è desolante. Non faccio di ogni erba un fascio, Bush junior era diverso dai Clinton. Resta che un quarto di secolo governato da Bill, da George e da Barack (ben coadiuvato da Hillary nel primo mandato) ha abbassato l'immagine degli USA nel mondo e creato disastri geostrategici qua e là. Quel "fuck" a Lavrov glielo hanno proprio fatto germinare spontaneo. Dio benedica l'America, e schiere di Angeli Custodi la illuminino e la reggano nel prossimo turno elettorale.

 
27/07/2016 - Sir Bottarelli (Giuseppe Crippa)

Bottarelli è un giornalista economico e quindi non tratta argomenti che esulano dal suo campo di interesse. Ci sarebbero altre notizie relative alla Clinton – per esempio qui: http://www.panorama.it/news/esteri/obamamania/hillary-clinton-lesbica-presidente-usa/ - ma da vero gentleman Bottarelli non se occupa.