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ATTENTATI/ Samir: ecco le bugie dell’Islam sulla pace

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Quello che è in atto è uno scontro duplice, sia interno sia esterno: da un lato c’è il conflitto tra sunniti e sciiti, dall’altro la guerra di fondo tra Islam e Occidente. Per il Corano i cristiani hanno il diritto di praticare la loro religione e di vivere insieme ai musulmani, a condizione di essere loro sottomessi. Agli occhi dell’Islam, però, l’Occidente ha smesso di essere cristiano ed è diventato pagano e miscredente (“kafir” in arabo), e il Corano afferma che i miscredenti stessi o diventano musulmani o devono essere uccisi.

 

Come deve rispondere l’Occidente di fronte alla minaccia dell’Isis?

L’Occidente deve sostenere i governi di Siria, Iraq e Kurdistan irakeno. Il primo errore commesso dall’Occidente è stato quello di distribuire armi nel mondo arabo attraverso Arabia Saudita e Qatar. Gran parte di queste armi sono finite nelle mani dei terroristi. Il secondo errore è stato quello di non sostenere Assad affermando che è un dittatore.

 

Non è così?

Certamente la Siria è governata da un dittatore, ma tutti sanno che quasi ovunque nel mondo arabo ci sono dittature. Il regime dell’Arabia Saudita non è meno violento di quello siriano. Sul piano etico, però, la Siria ha un vantaggio rispetto ad altri Stati: in epoca contemporanea è stato il primo Paese laico dove tutte le religioni sono state rispettate. Ai musulmani è data la preferenza perché sono la maggioranza, ma in Siria tutti hanno il diritto di costruire una chiesa, una sinagoga o un centro per i drusi.

 

Secondo alcuni l’Occidente dovrebbe intervenire direttamente. Lei che cosa ne pensa?

Ritengo auspicabile, se ciò fosse possibile, che l’intero Occidente attacchi i centri dell’Isis, a condizione che ciò non avvenga su iniziativa di un singolo Paese. Ciò si giustificherebbe come risposta agli attacchi contro l’Occidente portati avanti a loro volta da parte dei terroristi. A ciò si aggiungerebbe una giustificazione umanitaria, in quanto tra le popolazioni di Siria e Iraq si contano oltre 250mila vittime. Per non parlare dei milioni di migranti che cercano di arrivare in Europa per salvare la loro vita. L’Occidente ha quindi molteplici ragioni per sostenere la lotta dei Paesi aggrediti dall’Isis e per rispondere direttamente agli attacchi messi in atto in Europa e Stati Uniti per opera dei terroristi.

 

(Pietro Vernizzi)



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