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ATTENTATI/ Samir: ecco le bugie dell’Islam sulla pace

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«Agli occhi dell’Islam l’Occidente non è più cristiano ma è diventato pagano, e per il Corano i miscredenti hanno un’unica alternativa: diventare musulmani o essere uccisi. È questo il motivo per cui al conflitto interno tra sunniti e sciiti si affianca una seconda guerra, quella tra l’Islam e l’Occidente». A spiegarlo è padre Samir Khalil Samir, gesuita egiziano e uno dei massimi studiosi al mondo dell’Islam. Per padre Samir, «se fosse possibile, un intervento militare contro l’Isis sarebbe auspicabile, a condizione che avvenga su iniziativa dell’intero Occidente e non di un singolo Paese. Questo intervento troverebbe giustificazione per motivazioni umanitarie, come risposta agli attentati e per la necessità di porre fine al flusso dei migranti che fuggono da Siria e Iraq».

 

Dopo l’ultima ondata di attentati, qual è la natura e la portata della sfida dell’Isis all’Occidente?

L’Isis ha avviato una nuova politica basata su attacchi nei luoghi più disparati, con l’obiettivo di dirci: “Siamo presenti ovunque e non abbiamo paura di nulla”. Il messaggio che vogliono mandare è che ormai anche l’Europa non è più un luogo sicuro. Il sacerdote ucciso in Francia non aveva fatto nulla a nessuno, era un uomo di 86 anni che è stato sgozzato mentre celebrava la messa. Dal punto di vista dell’Isis, più orrendi sono i suoi attentati e più sono efficaci: l’unico obiettivo del terrorismo è quello di terrorizzare.  Il fatto stesso che molti dei militanti dell’Isis siano giovanissimi rappresenta una nuova tappa di questa guerra.

 

Al-Azhar ha condannato gli attentati, ma con chi sta la maggioranza dei musulmani?

L’università  di Al-Azhar ha ripetuto più volte che l’Isis non c’entra con l’Islam, e del resto condannare gli attentati è facile e non costa nulla. I vertici di Al-Azhar sono però dei mentitori. Lo stesso rettore dell’università, Muhammad Ahmad al-Tayyib, di recente ha tenuto una tournée in Europa incontrando tra gli altri papa Francesco e ovunque è andato ha detto che l’Islam è una religione di pace.

 

Perché ha accusato i vertici di Al-Azhar di non essere sinceri?

Intervenendo nel Parlamento tedesco, al-Tayyib ha osato dire che la prova che il libro sacro dei musulmani non incita alla violenza è il fatto che la parola spada non compare nel Corano. Io ho letto personalmente il Corano in lingua araba e la parola spada vi compare più volte. Mi domando chi stia pensando di prendere in giro al-Tayyib.

 

Di fatto voleva marcare una distanza tra l’Islam e la violenza. Che cosa avrebbe dovuto dire?

Sarebbe stato più onesto dire che i seguaci dell’Isis si basano su alcuni versetti del Corano o brani della tradizione islamica, ma non hanno alcuna autorità per fornirne l’interpretazione autentica e quindi i veri musulmani devono lottare contro di loro. Di fatto chi lotta contro l’Isis però non sono i musulmani in quanto tali, bensì soltanto il governo siriano e i curdi. L’Isis non rappresenta certamente l’Islam nella sua totalità, bensì la tendenza salafita che si ispira all’Arabia Saudita, i cui imam insegnano una versione dura e radicale della religione.

 

Secondo lei, è in atto uno scontro tra Islam e Occidente?



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