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GEO-POLITICA/ Le colpe dell'Europa nella guerra al terrorismo

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Un anno dopo, fu nuovamente arrestato mentre stava attraversando il confine tra Turchia e Bulgaria, ma ancora una volta evitò l’estradizione perché le solite organizzazioni per i diritti civili si opposero, ricordando come il boia di Istanbul avesse uno status di rifugiato in Austria e per questo non potesse essere rimandato in Russia. Tra il 2012 e il 2015, Chataev ha vissuto in Georgia, dove si è unito a gruppi terroristici e ha scontato una pena per reati di terrorismo. Nel febbraio dello scorso anno, poi, ha lasciato la Georgia per raggiungere la Siria, dove si è unito ai militanti dell’Isis e in breve tempo ha scalato le gerarchie dell’organizzazione, diventandone un leader.

Infine, nell’ottobre 2015, l’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro Usa ha inserito Chataev in una lista di terroristi per il suo presunto ruolo di reclutatore di volontari estremisti. Insomma, se l’Europa non fosse un continente di smidollati, 44 persone sarebbero ancora vive. Se poi non esistesse Amnesty International, Chataev sarebbe a marcire in una galera russa da tempo. E magari sarebbe già a godersi le sue 72 vergini, visto che Putin gli attributi li ha e se per caso sparisce nel nulla una canaglia simile, nessuno in Russia si strappa le vesti o chiede spiegazioni. Qui, invece, abbiamo i difensori dei diritti civili, gente che preferisce far evitare la tortura a un assassino che prevenire i morti innocenti che questo sicuramente causerà con le sue azioni. E poi abbiamo chi ancora nega la natura del conflitto in atto, ovvero il fatto che islam e Occidente sono incompatibili.

E attenzione, perché a ogni azione corrisponde una reazione, la quale magari si palesa nei suoi effetti devastanti solo dopo anni e quando è troppo tardi. Nella stessa Austria che ha garantito la status di profugo a Chataev, infatti, già oggi gli studenti musulmani superano quelli cattolici nelle scuole medie e secondarie di Vienna, stando a statistiche ufficiali e lo stesso sta per accadere anche in quelle elementari. Relativamente all’anno scolastico 2014, gli studenti musulmani iscritti nelle scuole medie e secondarie di Vienna sono stati 10.734 contro gli 8.632 cattolici, i 4.259 ortodossi e i 3.219 studenti senza culto, stando a dati del Dipartimento per l’educazione della capitale, lo Stadtschulrat fur Wien. Mentre nelle scuole elementari gli iscritti cattolici erano 23.807 contro i 17.913 musulmani: parliamo però di dati di due anni fa, probabilmente il sorpasso è già avvenuto.

Volete questa società? Volete i Chataev liberi di massacrare innocenti in nome dei presunti diritti umani e civili? Scusate, ma veramente queste cose mi fanno ribollire il sangue. Magari tra qualche giorno scopriremo che anche la mente dell’attentato di Dacca aveva usufruito dell’ospitalità di qualche Paese che tiene enormemente al rispetto dei diritti umani, salvo poi piangere lacrime di coccodrillo davanti alle dirette dei canali all-news e postare bandierine come foto profilo su Facebook.


COMMENTI
04/07/2016 - Coraggioso (con un distinguo) (ALBERTO DELLISANTI)

Ecco la storia di Ahmed Chataev, russo-ceceno a capo del massacro di Istanbul. Dopo la guerra cecena visse tredici anni da rifugiato in Austria. Poi fu arrestato in Ucraina perché esperto di tecniche di demolizione e portatore di foto di persone ammazzate a mezzo di esplosioni. La Corte Europea dei Diritti Umani e Amnesty Internat. ottennero che Chataev (come fece l'Austria) non fosse consegnato alla Russia dove, si assicurava, lo avrebbero fatto fuori. Poi stette in Georgia (da terrorista in carcere) prima di recarsi in Siria nel 2015, a scalare le gerarchie dell'ISIS. Bottarelli scrive il suo articolo prezioso, coraggioso, assai raro nel panorama italiano dei media(chissà nel resto d'Europa e USA... sarà altrettanto...). L'autore dà anche conto dell'alto tasso di immigrazione in Austria, che genera la già forte maggioranza relativa di musulmani nelle scuole austriache, portando alle antenne ormai alzate del popolo. Ma voglia Bottarelli evitare frasi infelici come le palle di Putin (e il resto), zucchero per le orecchie di classi dirigenti occidentali, quelle anti russe per definizione.

 
04/07/2016 - Non c'è solo questo male. (Massimo Vignati)

Caro Bottarelli, apprezzo lo sfogo, come già Oriana Fallaci anni fa. Io sono volontario in un carcere, incontro persone per le quali è fin troppo facile dire che non ci sarà rieducazione possibile, ma ho anche letto che ci sono stati 24.000 innocenti finiti in carcere negli ultimi anni. Pensa se si fosse trattato di tua madre, tua sorella, un amico! La tua reazione ha una logica, ma troppo simile a quella che potrei avere davanti ad una bella donna poco vestita, ad un’aragosta splendidamente adagiata su un piatto, a …… qualunque cosa attizzi i miei vari istinti, tra cui quello della vendetta. Drammaticamente questo ha poco a che spartire con la realtà di Cristo vivo, presente, misericordioso che il Papa ci sta trasmettendo. Nel male di Dacca entrano anche le migliaia di morti nel resto del mondo, ma non sono occidentali e questo ci scandalizza di meno. Molte volte, però, hanno origine in decisioni prese da noi occidentali, politici o mercanti d’armi che siano. Cosa c’entra tutto questo con Cristo? Sabato, in carcere, di fronte ad un gruppo di detenuti sulla cui sincerità posso nutrire molti dubbi, dicevo che la domanda di Cristo “E voi, chi dite che io sia?” vale anche per me. E da questa risposta, con fatica, tanta fatica, dipende il mio giudizio razionale sul male del mondo.