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GEO-POLITICA/ Le colpe dell'Europa nella guerra al terrorismo

Pubblicazione:lunedì 4 luglio 2016

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In situazioni simili, sempre più frequenti purtroppo, mi viene sempre in mente la frase con cui Pierce Brosnan zittisce i dubbi del suo ghost-writer Ewan McGregor nel film L’uomo nell’ombra, nel cui il primo interpreta il ruolo dell’ex primo ministro britannico accusato dal tribunale dell’Aja di aver consentito torture erenditions di terroristi: «Lo sa cosa farei io se fossi al potere oggi? Due diverse file ai check-in degli aeroporti! Una per quei voli per cui non si prevedono controlli, non si calpestano le libertà civili di merda di nessuno e non si utilizzano notizie ottenute sotto tortura, e uno per quei voli per cui si fa tutto il possibile perché siano in perfetta sicurezza! Vorrei proprio vedere poi su quale aereo metterebbero i loro figli i vari Rycart di questo mondo!». Bene, io la penso esattamente nella stessa maniera. Chiamatemi razzista, fascista, come preferite, ma occorre guardare in faccia la realtà, un qualcosa che si fa sempre di meno anche a causa di una Chiesa guidata da qualcuno che sta facendo unicamente la fortuna di lefevbriani e sedevacantisti con il suo operato, in principal modo sulla questione immigrazione, la quale è strettamente legata a quella islamica e del rischio terroristico, come confermano quotidianamente i servizi di sicurezza di mezzo mondo, non il sottoscritto.

Scusate lo sfogo, ma io me lo pongo a ogni attentato l’unico interrogativo che vale la pena porsi: cosa farei se in quel massacro fosse morte mia madre, mia sorella o un mio amico? Ecco, onde evitare giustizie sommarie o peggio, forse è meglio prevenire. E con certa gente, i diritti umani sono un lusso che non possiamo più permetterci. Siamo in guerra, se ancora non lo avete capito. E molti nostri presunti alleati sono in realtà collaborazionisti del nemico: ma rinnoviamo pure le sanzioni alla Russia, vedrete quali straordinari benefici ne ricaveremo a restare a vita servi di Washington. Una prima conferma ce l’abbiamo già sotto gli occhi, il caos imperante di questi mesi infami: volete anche l’epilogo?



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COMMENTI
04/07/2016 - Coraggioso (con un distinguo) (ALBERTO DELLISANTI)

Ecco la storia di Ahmed Chataev, russo-ceceno a capo del massacro di Istanbul. Dopo la guerra cecena visse tredici anni da rifugiato in Austria. Poi fu arrestato in Ucraina perché esperto di tecniche di demolizione e portatore di foto di persone ammazzate a mezzo di esplosioni. La Corte Europea dei Diritti Umani e Amnesty Internat. ottennero che Chataev (come fece l'Austria) non fosse consegnato alla Russia dove, si assicurava, lo avrebbero fatto fuori. Poi stette in Georgia (da terrorista in carcere) prima di recarsi in Siria nel 2015, a scalare le gerarchie dell'ISIS. Bottarelli scrive il suo articolo prezioso, coraggioso, assai raro nel panorama italiano dei media(chissà nel resto d'Europa e USA... sarà altrettanto...). L'autore dà anche conto dell'alto tasso di immigrazione in Austria, che genera la già forte maggioranza relativa di musulmani nelle scuole austriache, portando alle antenne ormai alzate del popolo. Ma voglia Bottarelli evitare frasi infelici come le palle di Putin (e il resto), zucchero per le orecchie di classi dirigenti occidentali, quelle anti russe per definizione.

 
04/07/2016 - Non c'è solo questo male. (Massimo Vignati)

Caro Bottarelli, apprezzo lo sfogo, come già Oriana Fallaci anni fa. Io sono volontario in un carcere, incontro persone per le quali è fin troppo facile dire che non ci sarà rieducazione possibile, ma ho anche letto che ci sono stati 24.000 innocenti finiti in carcere negli ultimi anni. Pensa se si fosse trattato di tua madre, tua sorella, un amico! La tua reazione ha una logica, ma troppo simile a quella che potrei avere davanti ad una bella donna poco vestita, ad un’aragosta splendidamente adagiata su un piatto, a …… qualunque cosa attizzi i miei vari istinti, tra cui quello della vendetta. Drammaticamente questo ha poco a che spartire con la realtà di Cristo vivo, presente, misericordioso che il Papa ci sta trasmettendo. Nel male di Dacca entrano anche le migliaia di morti nel resto del mondo, ma non sono occidentali e questo ci scandalizza di meno. Molte volte, però, hanno origine in decisioni prese da noi occidentali, politici o mercanti d’armi che siano. Cosa c’entra tutto questo con Cristo? Sabato, in carcere, di fronte ad un gruppo di detenuti sulla cui sincerità posso nutrire molti dubbi, dicevo che la domanda di Cristo “E voi, chi dite che io sia?” vale anche per me. E da questa risposta, con fatica, tanta fatica, dipende il mio giudizio razionale sul male del mondo.