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200 MORTI A BAGHDAD/ Mons. Sako: musulmani, facciamo insieme uno stato laico

Pubblicazione:martedì 5 luglio 2016

Il quartiere sventrato dall'esplosione (LaPresse) Il quartiere sventrato dall'esplosione (LaPresse)

Noi abbiamo tanta speranza nel fatto che il male non ha futuro, le guerre finiranno e arriverà la pace. Bisogna quindi avere pazienza e collaborare con tutti, a partire dai musulmani, per costruire un futuro migliore. Quest’ultimo va costruito giorno per giorno, non è qualcosa di già preparato magicamente. Il mio auspicio è che si vada verso un regime laico, non teocratico o totalitario, la cui base sia la cittadinanza e non la religione, in quanto anche i musulmani devono separare la religione dallo Stato.

 

Perché i media occidentali hanno prestato così poca attenzione all’attentato di Baghdad?

Perché ci sono due pesi e due misure. Quando è ucciso un occidentale ne parla tutto il mondo, a Baghdad abbiamo 400 tra morti e feriti e sembra una notizia di second’ordine. Lo ritengo uno scandalo e uno shock, è la documentazione di un mondo senza valori. Chi è responsabile di tutto questo male che oggi vivono le persone in Medio Oriente, dall’Iraq alla Siria, dal Libano allo Yemen, dalla Libia all’Egitto? Chi c’è dietro e per quale ragione?

 

Lei come risponderebbe?

Sono gli interessi dell’Occidente. Che senso ha per esempio cambiare un regime con un altro peggiore, oppure creare caos e anarchia? Se si vuole cambiare il regime bisogna prima aiutare la popolazione. E poi chi c’è dietro l’Isis e chi lo finanza? Da dove vengono le armi, il denaro e i militanti? Oggi l’Isis vuole dominare il mondo intero con la sua ideologia, attaccare ogni Paese e uccidere il maggior numero di persone possibili per creare il panico.

 

(Pietro Vernizzi)



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