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JUNCKER vs UK/ L'idolatria dentro i palazzi di Bruxelles

Jean-Claude Juncker non ha certo avuto un atteggiamento morbido nei confronti della Gran Bretagna e dei sostenitori della Brexit. Il commento di RAFFAELE IANNUZZI

Jean-Claude Juncker (LaPresse) Jean-Claude Juncker (LaPresse)

"L'uomo è quasi sempre meglio rispetto alla propria ideologia" (Giorgio Gaber, Ritratto dello zio)… l'eccezione è l'idolatra. Vediamo perché. "Tutto quello che posso fare, in merito alla Brexit, è notare che gli eroi orgogliosi di ieri sono gli eroi tristi di oggi". Così il presidente della Commissione europea Juncker nel suo intervento all'Europarlamento. "Coloro che hanno contribuito a questa situazione nel Regno Unito si sono dimessi", ha proseguito Juncker. "Johnson, Farage e altri sono nazionalisti di retroguardia, non sono patrioti. I patrioti non si dimettono quando le cose si fanno difficili. Restano". Verrebbe da esclamare: ite, missa est. Il gran cardinale della loggia burocratica ha parlato, ipse dixit, of course.

Brexit sotto assedio. Ma perché tanto accanimento (non) terapeutico? I fatti sono noti: Farage si dimette, Jonhson intrappolato nel partito conservatore a caccia di teste da far rotolare sul tappeto rosso di Bruxelles, lapsus, gaffes, questa la materia. Caspita che livello argomentativo, questo Juncker. Non male quella sui "tristi eroi". In questo caso dà ragione a Brecht che di eroi non necessari se ne intendeva fin troppo.

Chi ha votato il famigerato "Leave"? Ma è chiaro, signori miei: parrucconi reazionari, nonnette e beghine del culto di Sua Maestà, qualche pancione notabile, magari gonfio di birra, e il resto zero. Cos'è il Brexit? Un errore di fondo. Strategico. Storico. Epocale. Chi andrà a baciare le sacre terga di Juncker, a questo punto? Difficile dirlo, candidati con antenati come Wallace ce ne sono, eccome, qualcun altro si aggiungerà.

Il punto patetico di questa tragicommedia in salsa eurocracy è ben chiaro, si chiama dissonanza cognitiva. Funziona così: affermo due pensieri antitetici nello stesso contesto e questo mi crea disagio. Cosa faccio, per ridurre il disagio? Attacco il punto che mi tormenta di più e mi smarco. In realtà, questo è uno stratagemma fallace e inefficace, perché, al fondo, il comportamento è sbagliato. Traduzione pratica su schema Juncker: affermo che l'Europa è il vertice della libertà umana, mercato libero e libera concorrenza inclusa, e nello stesso tempo nego legittimità morale a chi, usando della sua libertà, non accetta di essere "libero" secondo lo schema imposto dall'alto dall'Ue. Fin troppo chiaro: siamo tutti liberi, dice Juncker, ma non liberi di uscire dal sistema che rende davvero liberi. Questa è pura teologia del dominio, non c'è un'oncia di logica e, soprattutto, si è costretti a negare la realtà.

Già, perché cosa dice la realtà? Semplicemente che l'Europa non piace a nessuno. Ma proprio a nessuno di quelli che l'Europa la pagano e profumatamente. Punto. Non piace a chi lavora e ancora meno a chi non lavora. Non piace alle donne, statistiche alla mano, e alle nonne, statistiche alla mano anche in questo caso. Non piace nemmeno a chi si sente nipotino dei cosiddetti "padri fondatori", vedi ad esempio Enrico Letta.


COMMENTI
06/07/2016 - juncker (delfini paolo)

Come cambiano opinione in fretta i vertici della troika, fino ad un mese fa, il Regno unito era un Paese modello, adesso invece....