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Esteri

GEO-POLITICA/ La “guerra” di Francia e Germania all’Italia (con l’aiuto degli Usa)

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Ma non basta, perché il piano di Sarkozy era ancora più preciso e la motivazione principale dell’attacco militare francese fu il progetto di Gheddafi di soppiantare il franco francese africano (Cfa) con una nuova valuta pan-africana, un qualcosa che avrebbe avuto un valore simbolico e formale pari all’abbandono della parità aurea del dollaro. Ecco cosa dice Blumenthal al riguardo, come confermato dalla mail inviata che vediamo nello strappo a fondo pagina: le ingenti riserve d’oro e argento di Gheddafi, stimate in «143 tonnellate d’oro e una quantità simile di argento», pongono una seria minaccia al franco francese Cfa, la principale valuta africana.

Inoltre, l’oro accumulato dalla Libia doveva essere usato per stabilire una valuta pan-africana basata sul dinaro d’oro libico e questo piano doveva dare ai paesi dell’Africa francofona un’alternativa al franco francese Cfa. Quindi, la preoccupazione principale da parte francese è che la Libia porti il Nord Africa all’indipendenza economica con la nuova valuta pan-africana, un rischio tale che l’intelligence transalpina scoprì un piano libico per competere col franco Cfa subito dopo l’inizio della ribellione, spingendo Sarkozy a entrare in guerra direttamente e bloccare Gheddafi con l’azione militare. Puro interesse particolare della Francia, per il quale non solo ora scontiamo il caos libico e le infiltrazioni dell’Isis, ma patiamo anche un’invasione di clandestini che partono dalle coste libiche ormai in mano a bande e tribù.

All’epoca si parlò di dottrina del Responsibility to Protect (R2P) come motivazione per l’intervento, ma, a detta di Blumenthal, si trattò solo di uno schermo per coprire la vera motivazione dell’attacco a Gheddafi: l’oro delle sue riserve e gli interessi economici francesi in Africa. Infine, appare interessante al fine di attribuzione di fatto determinato, l’accenno di Sidney Blumenthal a «l’occasionale emissario di Sarkozy, intellettuale e auto-promotore Bernard Henri-Levy, considerato dagli esponenti della NLC (National Libyan Council, fazione libica anti-Gheddafi finanziata e addestrata dalla Francia, NdR) un personaggio a metà utile e a metà ridicolo».

È stato lui il gran ciambellano della destabilizzazione? Una cosa è certa: se fosse provato il suo ruolo nell’abbattimento del regime di Gheddafi, avremmo la riprova che certi personaggi alla Soros, che si fanno scudo con i diritti civili per rimestare nel torbido e dar vita ad agende geopolitiche precise, sono il vero cancro delle odierne democrazie, la loro degenerazione in nome di un presunto bene superiore e universalistico che invece non esiste, se non negli interessi precisi delle elites economico-finanziarie. Il problema è che in Italia non esiste ceto politico degno di questo nome: Silvio Berlusconi, principale vittime del duplice golpe del 2011, è ormai fuori gioco per motivi di età e di salute e la persona che ha scelto per succedergli, Stefano Parisi, ha lo stesso appeal e la stessa caratura politica di un Pokemon. Non parliamo poi dei cavalier serventi di turno alla Brunetta, capaci unicamente di polemizzare per il viaggio negli Usa della Boschi, ma totalmente incapaci di un’iniziativa politica reale: siamo alla fine del centro-destra in Italia, mettiamocelo in testa e la Lega appare l’unica alternativa, il che già dice molto. Forse troppo.


COMMENTI
01/08/2016 - Maledetto 2011 (ALBERTO DELLISANTI)

L'articolo di Bottarelli ripercorre quanto è noto sull'iniziativa bellica anti italiana e anti Gheddafi voluta dalla Francia ed eseguita insieme agli inglesi, altrettanto golosi di petrolio, e per non sfigurare rispetto a una Francia megalomane che portava in prima persona la guerra nel Nord Africa, tanto quanto contribuiva a tessere i fili eccitanti la guerra in Siria. Il tutto reso possibile dalla volontà dei Clinton (detto al plurtale, giustamente, da Bottarelli). Petrolio (no all'ENI per fare spazio alla TOTAL) e voglia di incrementare l'influenza della Francia in Nord Africa sono il lato francese che andava (e tuttora va) contro di noi. Altrettanto chiaro era il lato tedesco che si mosse contro di noi (agevolato dalla débâcle personale di Berlusconi e da un Napolitano più realista del re). La notizia nuova che Bottarelli ci dà è l'ulteriore movente francese a intraprendere la pestilenziale guerra alla Libia. Gheddafi aveva il progetto di "soppiantare il franco francese africano con un nuova valuta africana" (la Libia aveva ingenti riserve di oro e argento....). Allo stile imperialistico della Francia (coloniale che fu) suonò l'allarme che la Libia trainasse "il Nord Africa alla indipendenza economica con la nuova valuta panafricana". Italia bersagliata dagli alleati, è così. E certo non saranno i Renzi e i Berlusconi, né i Monti e i Napolitano (il migliore dei quattro...), a dare forza alla spina dorsale dell'Italia.

 
01/08/2016 - commento (francesco taddei)

bottarelli ha ragione: niente orgoglio nè sovranità. e pure un presidente traditore! spero che mi legga per dirle questo, noi non siamo un popolo unito! quando nascerà il popolo italiano riunito in una nazione forse avremo sovranità. se lo sono ricordato bene gli inglesi! fino ad allora siamo senza nocchiero e serva italia!