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GEO-POLITICA/ La “guerra” di Francia e Germania all’Italia (con l’aiuto degli Usa)

Pubblicazione:lunedì 1 agosto 2016

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Devo fare i complimenti a Scenarieconomici per aver scoperto un qualcosa che, se fossimo ancora un Paese con un minimo di orgoglio e senso della sovranità, dovrebbe portare immediatamente alla convocazione dell’ambasciatore francese e a un netto irrigidimento dei rapporti con Parigi. Mi riferisco alle vere ragioni dell’attacco a Gheddafi del 2011 da parte di Sarkozy e Blair e della Nato, al fianco di una titubante ma obbediente Italia, attacco militare che portò alla morte del dittatore libico e all’attuale caos alle porte di casa nostra. Un qualcosa che completa il quadro del golpe internazionale ordito contro l’Italia e permesso dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

La prima fase è nota a tutti: Deutsche Bank, nella primavera di quell’anno, scarica 9 miliardi di titoli di Stato italiani, rendendo nota la decisione all’inizio dell’estate e premurandosi di far sapere ai mercati che, contemporaneamente, sta coprendosi dal rischio Paese italico comprando credit default swaps. Comincia la danza dello spread, la Bce invia la sua bella letterina e, magia, a novembre Silvio Berlusconi si dimette, aprendo la strada al governo Monti e alla sua agenda dettata da Bruxelles. Ma, in contemporanea c’è stato dell’altro e lo si trova in alcune delle 3mila e-mail di Hillary Clinton, all’epoca segretario di Stato Usa, rese note proprio dal Dipartimento di Stato lo scorso 31 dicembre su ordine di un tribunale federale.

Bene, da quella corrispondenza si delinea con chiarezza il quadro geopolitico ed economico che portò la Francia e il Regno Unito alla decisione di rovesciare un regime stabile e amico dell’Italia, grazie al rapporto personale tra Berlusconi e Gheddafi: due terzi delle concessioni petrolifere nel 2011 erano dell’Eni, azienda che aveva investito somme considerevoli in infrastrutture e impianti di estrazione trattamento e stoccaggio. Attraverso la mail UNCLASSIFIED U.S. Department of State Case No. F-2014-20439 Doc No. C05779612 Date: 12/31/2015 inviata il 2 aprile 2011 dal funzionario Sideny Bluementhal, uomo di fiducia dei Clinton e consigliere nemmeno troppo occulto di Hillary per quanto riguardava il Medio Oriente (vedasi l’attentato all’ambasciata Usa di Bengasi), alla allora segretario di Stato Usa e oggi candidata alla Casa Bianca, Hillary Clinton, dall’eloquente titolo France’s client & Qaddafi’s gold, scopriamo i retroscena dell’intervento franco-inglese.

Primo, la Francia ha chiari interessi economici per l’attacco alla Libia, tanto che il governo francese ha organizzato le fazioni anti-Gheddafi alimentando inizialmente i capi golpisti con armi, denaro, addestratori delle milizie (anche quelle sospette di legami con Al-Qaeda), intelligence e forze speciali al suolo. Secondo, Le motivazioni dell’azione di Sarkozy sono soprattutto economiche e geopolitiche, e il funzionario Usa le riassume in 5 punti: il desiderio di Sarkozy di ottenere una quota maggiore della produzione di petrolio della Libia; l’aumento dell’influenza della Francia in Nord Africa; il miglioramento della posizione politica interna di Sarkozy; offrire ai militari un’opportunità per riaffermare la posizione di potenza mondiale della Francia; infine, rispondere alla preoccupazione dei suoi consiglieri circa i piani di Gheddafi finalizzati a soppiantare la Francia come potenza dominante nell’Africa francofona. Insomma, neo-colonialismo della peggior specie tutto a danno dell’Italia e dei suoi interessi strategici.


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COMMENTI
01/08/2016 - Maledetto 2011 (ALBERTO DELLISANTI)

L'articolo di Bottarelli ripercorre quanto è noto sull'iniziativa bellica anti italiana e anti Gheddafi voluta dalla Francia ed eseguita insieme agli inglesi, altrettanto golosi di petrolio, e per non sfigurare rispetto a una Francia megalomane che portava in prima persona la guerra nel Nord Africa, tanto quanto contribuiva a tessere i fili eccitanti la guerra in Siria. Il tutto reso possibile dalla volontà dei Clinton (detto al plurtale, giustamente, da Bottarelli). Petrolio (no all'ENI per fare spazio alla TOTAL) e voglia di incrementare l'influenza della Francia in Nord Africa sono il lato francese che andava (e tuttora va) contro di noi. Altrettanto chiaro era il lato tedesco che si mosse contro di noi (agevolato dalla débâcle personale di Berlusconi e da un Napolitano più realista del re). La notizia nuova che Bottarelli ci dà è l'ulteriore movente francese a intraprendere la pestilenziale guerra alla Libia. Gheddafi aveva il progetto di "soppiantare il franco francese africano con un nuova valuta africana" (la Libia aveva ingenti riserve di oro e argento....). Allo stile imperialistico della Francia (coloniale che fu) suonò l'allarme che la Libia trainasse "il Nord Africa alla indipendenza economica con la nuova valuta panafricana". Italia bersagliata dagli alleati, è così. E certo non saranno i Renzi e i Berlusconi, né i Monti e i Napolitano (il migliore dei quattro...), a dare forza alla spina dorsale dell'Italia.

 
01/08/2016 - commento (francesco taddei)

bottarelli ha ragione: niente orgoglio nè sovranità. e pure un presidente traditore! spero che mi legga per dirle questo, noi non siamo un popolo unito! quando nascerà il popolo italiano riunito in una nazione forse avremo sovranità. se lo sono ricordato bene gli inglesi! fino ad allora siamo senza nocchiero e serva italia!