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CAOS THAILANDIA/ Sisci: il rischio Isis c'è, ma non è il problema più grave

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L'attentato potrebbe essere una carta di qualcuno che ora sta perdendo in questo gioco e che domani potrebbe essere più forte. Forse bisogna anche vedere chi emerge nei prossimi giorni, se qualcuno emerge… questi potrebbe essere il vincitore del gioco dell'attentato, cosa che peraltro non esclude altri attentati, vista l'instabilità complessiva del paese.

E' vero che i ribelli del sud lottano da vent'anni per una specie di stato a matrice islamica?
Quella è una popolazione in realtà etnicamente di confine, dove l'islam è stato per decenni tratto di identità culturale più che fede vera religiosa. Questo islam ha poi coagulato forze che volevano l'indipendenza oppure l'adesione alla vicina Malaysia. Qui certo ci sono state infiltrazioni di Al Qaida, ed è possibile che sia arrivato anche l'Isis. Ma in questo caso direi che la tensione nel sud è figlia dell'instabilità politica a Bangkok.

Dunque esiste il rischio di una saldatura tra l'Isis e questi gruppi?
Certo, però la Malaysia, pur islamica, è lontana da tentazioni estremiste. Il problema è la deriva di Bangkok.

E l'esercito? Che partita sta giocando?
L'esercito è diviso, molti generali sono partiti a sé alleati con pezzi della Corte e delle élite tradizionali, che temono la sfida di Thaksin. Thaksin ha fatto crescere una nuova piccola e media borghesia nelle campagne del nord. Questa nuova borghesia ha sfidato il potere e l'accesso al credito della vecchia borghesia, abbarbicata sui suoi vecchi privilegi, e questo conflitto è ancora irrisolto.

Si rischia un cambio di regime, o un nuovo colpo di stato?
Il golpe già c'è stato, i militari sono già al potere. Forse l'attentato prova che il re è davvero ai suoi ultimi giorni o settimane e che altri sommovimenti potrebbero avvenire presto.

(Federico Ferraù)

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