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Esteri

GEO-POLITICA/ Sirte, Isis, Libia: i nuovi "vantaggi" per Usa e Renzi

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Il Presidente del Copasir ci dice che adesso è molto probabile che elementi dell’Isis usino i barconi per infiltrarsi e scappare dalla Libia, ma la politica del governo resta quella dell’accoglienza a oltranza e dei non respingimenti. Certo, giova ricordare che Stucchi è della Lega Nord, partito che esprime anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il quale ha già detto che nella maggior parte dei casi abbiamo a che fare con clandestini che, in quanto tali, vanno espulsi. Una forzatura politica? Lo escludo, Stucchi è persona seria, ma resta il fatto che quanto sta accadendo in Libia puzza parecchio.

Puzza la decisione Usa di cominciare a bombardare dalla sera alla mattina, puzza la rapidità di collegamento tra le forze aeree statunitense e le truppe libiche sul terreno, puzza la resa incondizionata e a tempo di record dell’Isis, puzza il risentito silenzio del governo di Tobruk, il quale aveva condannato da subito l’unilateralità dei raid americani. C’è forse un tacito patto di spartizione? Ovvero, la Siria resta sotto influenza russa e la Libia sotto quella Usa, con la partita irachena tutta da giocare?

Forse no, perché la città curdo-siriana di Manjib, appena liberata dall’Isis con tripudio di taglio delle barbe e bruciatura di burka i favore di telecamere e fotografi, ha visto l’assitenza aerea americana e non russa. Si sta forse giocando una partita internazionale molto più grande, utilizzando l’Isis come pallina da ping pong? Pensateci: l’interventismo Usa anti-Daesh è tutto fieno in cascina per la Clinton e la sua campagna elettorale, visto che Trump punta tutto sull’allarme e sulla paura. Come, d’altronde, la misteriosa pubblicazione di quanto scoperto a Sirte ha depotenziato pesantemente il pessimo dato economico dell’Italia, il cui Pil è tornato a livello di crescita zero. Ma di fronte al rischio potenziale dei tagliagole che pullulano nel milanese, cosa volete che sia il Pil? Di colpo, dalla sera alla mattina, si passa dall’inattività totale all’espulsione ciclica di imam estremisti: direte voi, lavoro di intelligence silenziosa che dura mesi e porta i suoi frutti. Sacrosanto, ma allora perché quel diluvio di informazioni pubbliche da Sirte, facilmente senza nemmeno un riscontro?

La partita della sicurezza e della paura ormai è argomento ovunque in Europa, soprattutto in Francia e Germania dove nel settembre del prossimo anno si vota, ma lo è anche in Austria e Ungheria, dove invece si vota il prossimo 2 ottobre per il ballottaggio delle presidenziali e per il referendum sui ricollocamenti obbligatori di migranti imposti dall’Ue. La paura fa audience, la paura toglie lucidità di giudizio, la paura rende ciechi. Ma la paura, soprattutto, cambia le priorità, depotenzia le notizie, inverte il modo in cui valutiamo le cose. L’Isis fino a pochi mesi fa era un pericolo, ma non era vissuto come priorità, era un branco di pazzi che cercava di dar vita al loro Stato teocratico tra Siria e Iraq. Poi, gli attentati di Parigi, di Bruxelles, di Nizza, in Germania e la paura è entrata nel nostro quotidiano, ha cominciato a cambiare le nostre vite e le abitudini, ci ha reso indifesi e quindi necessitanti di uno Stato che pensasse a noi, ci proteggesse, ci facesse vedere la maniere forti, come sta accadendo nei porti, dove i controlli agli imbarchi sono di molto aumentati e tutti ben in favore di telecamera.


COMMENTI
15/08/2016 - Buon Ferragosto! (Giuseppe Crippa)

Peccato che l’on. Stucchi, che peraltro non è un genio della politica (ho dato un’occhiata al suo CV…), sia stato strumentalizzato da professionisti della disinformazione che hanno studiato negli USA. In ogni caso mai come in questo momento abbiamo bisogno, più che di politici, di giornalisti liberi e indipendenti. Grazie Bottarelli, Buon Ferragosto a Lei e al Sussidiario!