BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-POLITICA/ Usa-Russia, lo scontro in Libia che può far male all'Italia

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

Parliamo della patria del welfare moderno, dell’accoglienza totale, della socialdemocrazia illuminata di Olof Palme: ecco a cosa è ridotta, a livello sociale. La realtà va guardata in faccia, specie se è brutta, se si vuole cambiarla. Altrimenti, Matteo Salvini avrà sempre argomenti, per quanto sgradevolmente espressi, da contrapporre ai vaghi richiami all’accoglienza senza se e senza ma.

La scorsa settimana in Austria hanno presentato un sondaggio in vista della ripetizione del ballottaggio presidenziale che si terrà il 2 ottobre e Norbert Hofer, candidato della destra Fpo, a oggi sarebbe in vantaggio di sei punti. Erano soltanto tre la settimana prima: cosa è successo nel frattempo? Nove richiedenti asilo iracheni hanno violentato a turno una 28enne tedesca nel suo appartamento di Vienna, dove si trovava con un amico. Sapete quando? Lo notte di Capodanno, tanto che la giovane aveva sporto denuncia il 1 gennaio: ci sono voluti otto mesi di prove sulle telecamere a circuito chiuso, esami del DNA e altre evidenze per trovare i violentatori, i quali vanno dai 21 ai 47 anni. In questi otto mesi, hanno beneficato del welfare austriaco in attesa di vedersi magari riconosciuto il diritto di asilo. Tre punti percentuali in più per la destra. Non è populismo, è realismo: certa gente non deve starci in Europa, punto e basta.

Anche perché vorrei capire una cosa: se il tema è quella dei profughi, perché invece di accogliere i siriani che sono profughi davvero, abbiamo preferito lavarci la coscienza pagando 6 miliardi alla Turchia perché li ammassi nei centri-lager sul confine? Qual è la ratio di lasciare chi fugge davvero dalla guerra in condizioni di pericolo e accogliere chi, come gli eritrei, scappa dal servizio militare obbligatorio? In Germania è stato reso noto la scorsa settimana che 33mila immigrati a cui era stata respinta la domanda di asilo sono spariti, datisi alla macchia nel Paese dove ora vivono da clandestini. Non vi pare che l’atteggiamento da falco che Angela Merkel ha assunto negli ultimi giorni sul tema del burka sia un caso eclatante di coda di paglia?

È vero, Austria, Francia e Svizzera si stanno comportando da egoisti sigillando le frontiere e tramutando i punti di confine italiani in tappi senza sfogo, ma qual è il primo dovere di un governo? A casa mia, fare il bene per i propri cittadini. Il cosiddetto bene comune, di cui a Rimini si parla molto e spesso. Non mi pare che sulla vicenda immigrazione le forze politiche che sostengono il governo stiano applicando quel principio valoriale, anzi. Oltretutto, navigando a vista sullo scenario internazionale.

Abbiamo fatto i diavoli a quattro per la presenza di nostre forze speciali in Libia senza autorizzazione del Parlamento ma poi basta, solita sterile polemica per colpire il governo ma senza una finalità di reale approfondimento. Mentre qui parliamo di burkini e altre amenità, in Libia il quadro politico e strategico sta cambiando: in reazione ai raid Usa che tanto abbiamo applaudito, il generale Khalifa Haftar cerca di ritagliarsi di nuovo un ruolo da protagonista e non solo minaccia l’attacco ai terminal petroliferi, ma negozia in segreto con i russi ed è in rotta con i francesi.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >