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Esteri

GEO-POLITICA/ Il destino dell'Ue è in mano a Erdogan

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In queste condizioni, pensate che in caso di vittoria del "No", Mattarella sceglierà il reincarico? Parliamoci chiaro, possono questi tre essere gli artefici della ripartenza dell'Ue? Ma questi vertici servono per gettare fumo negli occhi ai cittadini, servono per prendere tempo e non dover ammettere la verità: ovvero che proprio a causa dell'errore madornale della Merkel, ora i destini dell'Europa sono in mano a una persona sola, cioè Erdogan. Se infatti decidesse, in nome dei nuovi assetti geopolitici in atto, di disattendere l'accordo sui migranti dello scorso marzo e aprisse ai profughi ammassati ai confini siriani le tratte verso Grecia e Bulgaria, l'Ue morirebbe nell'arco di mese, schiacciata dall'emergenza e dalle rivolte dei cittadini. 

Grazie a quel genio politico della Merkel, ora il centro decisionale dell'Ue non è a Bruxelles, ma ad Ankara. E non basterebbero quaranta vertici di Ventotene per tamponare l'emergenza parallela di traversate del Mediterraneo e invasione della rotta balcanica: per questo si scomodano concetti roboanti e paralleli storici con Spinelli e soci, per non dover ammettere il livello di pietà politica della realtà. Io dubito che la Turchia giochi quell'azzardo, sia per una questione di soldi, sia perché quell'accordo è un'arma di ricatto straordinaria che è meglio tenere da parte e utilizzare in una battaglia davvero importante. 

Resta il fatto che l'Ue, i suoi vertici, sono silenti ormai da settimane e che a dover gestire inezie come la situazione in Siria, Libia, Turchia e Iraq c'è la signora Mogherini, una che per blaterare quattro banalità durante il tentato golpe turco del 15 luglio scorso ci ha messo 4 ore, quando ormai la situazione era tornata sotto il controllo delle forze leali a Erdogan. È questa l'Europa, sono questi i suoi rappresentanti. Speriamo, quindi, che quella andata in onda ieri a Ventotene sia stata la sua veglia funebre. E che i voti di Austria e Ungheria del 2 ottobre prossimo ne rappresentino la sepoltura. 

 

P.S.: «Per quanto non si possa dire pubblicamente, il fatto è che l’Europa  per nascere ha bisogno di una forte tensione russo-americana, e non della distensione, così come per consolidarsi essa avrà bisogno di una guerra contro l'Unione Sovietica da saper fare al momento buono». Chi lo ha scritto?  Il tanto decantato e glorificato Altiero Spinelli, il massone alla cui tomba ieri il Trio Lescano dell'Ue è andato a rendere commosso e grato omaggio. Non ci credete? Il passaggio si trova a pagina 175 del volume "Diario Europeo (1948-1969)", edito nel 1989 da Il Mulino. Che idealista, che portatore di pace e unità.

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