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Elezioni Usa 2016: né Clinton, né Trump, gioventù americana sconfitta sul modello della Brexit? (oggi 24 agosto 2016)

Elezioni Usa 2016: dai sondaggi emerge che i giovani americani non amano né Clinton né Trump. Rischiano di essere ininfluenti come i pari età britannici sconfitti nel referendum Brexit?

Clinton e Trump (Foto: Lapresse) Clinton e Trump (Foto: Lapresse)

ELEZIONI USA 2016: NÈ CLINTON, NÈ TRUMP, GIOVENTÙ AMERICANA SCONFITTA SUL MODELLO DELLA BREXIT? (OGGI, 24 AGOSTO 2016) - Potrebbero essere i giovani elettori americani i grandi sconfitti di queste Elezioni Usa 2016. Stando ad alcuni sondaggi infatti, pare proprio che né Donald Trump, ne Hillary Clinton, candidati rispettivamente del Partito Repubblicano e di quello Democratico, siano riusciti ad intercettare il gradimento di gran parte dell'America del futuro. Come riportato da fivethirtyeight.com, il sito del noto sondaggista e giornalista Nate Silver, divenuto famoso negli Usa per le sue previsioni quasi sempre corrette, dei giovani sotto i 30 anni, solo il 61% sceglierà uno tra Clinton e Trump. Il restante 39%, secondo la media dei sondaggi, si dividerà tra il candidato del Partito Libertario, Gary Johnson, attestato del 17% del gradimento fra i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 29 anni, Jill Stein, candidata dei Verdi accreditata del 10% in questo particolare segmento elettorale, e l'astensione. Per quanto non rappresenti una novità che Clinton e Trump siano i candidati alla Casa Bianca meno amati della storia recente, il fatto che quasi un giovane su due scelga di non votare i rappresentanti dei due partiti tradizionali deve far riflettere. In primis questo è un segnale negativo allo stesso tempo per Democratici e Repubblicani: non siamo ancora ai livelli di anti-politica raggiunti in Europa, ma entrambi gli schieramenti devono farsi qualche domanda: perché le espressioni dei loro partiti non piacciono ai giovani americani? Probabilmente per motivi opposti: Clinton non piace perché poco trascinante e considerata vicina all'establishment; al contrario di Trump è cosa nota che sia tanto vulcanico quanto inaffidabile. Ma a fare mea culpa, il giorno dopo le presidenziali dell'8 novembre, potrebbero essere proprio i giovani che oggi non si sentono rappresentati. Perché se è ormai scontato che uno tra Clinton e Trump diventerà presidente, questo dato confermerà che ancora una volta i giovani non sono stati in grado di condizionare l'esito di un'importante elezione. L'episodio recente più clamoroso in questo senso è stato quello della Brexit, dove il 75% dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni ha votato per il "Remain", l'opzione che prevedeva che il Regno Unito sarebbe rimasto all'interno dell'Unione Europea. Seppure in percentuale leggermente minore, con il 54% delle preferenze, le persone di età compresa fra i 25 e i 49 hanno indicato la medesima scelta, ma alla fine a trionfare sono stati i Leave, con i gli ultra65enni rivelatisi decisivi. Analizzando i sondaggi effettuati tra i giovani americani, fin da una prima lettura emerge in maniera evidente che a doversi preoccupare maggiormente è Trump, il quale può vantare il supporto del solo 20% dei giovani tra i 18 e i 29 anni, con Clinton che fa registrare un risultato due volte maggiore rispetto a quello del rivale (41%). Ma neanche Hillary può essere soddisfatta analizzando questi numeri. Il suo predecessore nel Partito Democratico, tale Barack Obama, secondo l'American National Election Studies (ANES), sia nel 2008 che nel 2012 ottenne il consenso almeno del 60% dei giovani; numeri impressionanti considerando che in queste elezioni Usa 2016 la somma di Clinton e Trump messi insieme raggiunge a stento il 61%. Ma il problema, a questo punto: sono i candidati, o i partiti tradizionali? Stando ad un sondaggio effettuato da Usa Today tra i cosiddetti Millennials, o generazione Y che dir si voglia, ovvero i nati fra il 1980 e il 2000, è emerso che il 50% degli under 35 ha dichiarato di essere un elettore vicino al Partito Democratico, o comunque vicino alle sue posizioni politiche. Solo il 20% ha affermato di essere un elettore del Partito Repubblicano. Questo cosa significa? Sostanzialmente che la candidata meno amata, nonostante il vantaggio accumulato fra i giovani elettori, è Hillary Clinton. A creare qualche problema in più alla prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti del resto c'ha pensato anche Bernie Sanders, l'esperto senatore del Vermont candidato alle Primarie democratiche che ha costruito il suo consenso coinvolgendo soprattutto i giovani. Lo stile appassionato di Sanders rispetto a quello compassato e meno entusiasmante di Hillary, i suoi continui attacchi alla Clinton e la delusione determinata dalla sua sconfitta hanno reso più complicato del previsto il trasferimento di voti da Democratico a Democratica. A detta di Usa Today, degli elettori di Sanders alle Primarie, solo il 72% voterà Hillary: il restante 22% si disperderà tra il non voto (11%) e Trump (11%), mentre il 6% non ha ancora deciso sul da farsi. La Clinton può però consolarsi con un dato che per Trump è catastrofico: The Donald è attualmente il candidato meno apprezzato dai giovani della storia elettorale statunitense. Basti pensare che anche Richard Nixon, secondo Gallup Organization, negli anni delle proteste per la guerra del Vietnam poteva vantare un seguito fra i giovani pari al 32%, certamente maggiore rispetto al 20% del tycoon newyorchese. Dopo questa carrellata di numeri, però, bisogna trarre delle conclusioni. In questo momento Hillary Clinton è ampiamente in testa nei sondaggi nazionali e soprattutto può contare su un vantaggio rassicurante anche negli stati-chiave come Florida, North Carolina, Ohio e Pennsylvania. Se si votasse oggi, dunque, i giovani non sarebbero "determinanti" in un senso o nell'altro: sarebbero soltanto uno dei tanti segmenti elettorali che ha preferito Clinton a Trump. Se il tentativo di rimonta di Trump dovesse invece cominciare a prendere corpo, ecco che Hillary dovrebbe provare a prendere le giuste contromisure, cercando di organizzare dei messaggi mirati per coinvolgere maggiormente i Millennials. La sensazione, però, è che alla fine più che di giovani sconfitti, in queste Elezioni Usa 2016 si parlerà di giovani ininfluenti. Più delle fasce d'età e delle minoranze etniche, a decidere l'esito delle presidenziali di novembre sarà il sentimento comune nei confronti di Trump e Clinton. Se il 54% degli elettori di Trump dice che voterà per lui per non far vincere Trump e il 51% degli elettori di Clinton sostiene che voterà per lei per mettere fuori gioco Trump: il responso è chiaro, giovani o no, queste saranno le elezioni dell'odio. (Dario D'Angelo)

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