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PAPA/ Spadaro: Francesco, la politica della misericordia

Papa Francesco (LaPresse) Papa Francesco (LaPresse)

La misericordia si delinea politicamente in libertà fluida di movimento, in non accettazione di schieramenti rigidi. Tutto questo mette in moto logiche imprevedibili, proprie di una visione poliedrica. La logica qui è flessibile, elastica, in fondo espressione di un pragmatismo positivo. La sua è una geopolitica non deterministica, che scruta i segni oscuri dei tempi non per rassegnarvisi, ma per intenderli e, per quanto possibile, sovvertirli.

Per intenderli e sovvertirli. In che modo entra qui in gioco la scelta delle periferie? Essa dopotutto riguarda lui stesso, un papa venuto dalla "periferia sud del mondo"…
In una intervista a La Cárcova News, un giornalino di quartiere legato a una villa miseria, Francesco ha chiarito che cosa egli intenda per "periferia". Nella misura in cui usciamo dal centro e ci allontaniamo da esso scopriamo più cose, e quando guardiamo al centro da queste nuove cose che abbiamo scoperto, da nuovi posti, da queste periferie, vediamo che la realtà è diversa. E ha fatto un esempio: "l'Europa vista da Madrid nel XVI secolo era una cosa, però quando Magellano arriva alla fine del continente americano, guarda all'Europa dal nuovo punto raggiunto e capisce un'altra cosa". Lo sguardo di Bergoglio è, dunque, quello di Magellano e vuole continuare ad esserlo.

Che cos'è la pace per papa Francesco?
Costruire la pace, per Bergoglio, significa agire sui quadranti più delicati della politica internazionale in nome degli "scarti", dei più deboli. Le iniziative di pace, in un mondo che vive una drammatica "terza guerra mondiale a pezzi" — oltre 30 pezzi nel globo —, devono essere sempre collegate ai due grandi temi sociali che preoccupano maggiormente il Papa: la pace sociale e l'inclusione sociale dei poveri. Riprendendo la Populorum progressio del beato Paolo VI, egli esprime la convinzione che "una pace che non sorga come frutto dello sviluppo integrale di tutti, non avrà nemmeno futuro e sarà sempre seme di nuovi conflitti e di varie forme di violenza" (Evangelii Gaudium 219).

Papa Francesco è certamente molto preoccupato per il Medio oriente, come di altri fronti caldi. A chi si appoggia?
La Santa Sede ha stabilito o vuole stabilire rapporti diretti e fluidi con le superpotenze, senza voler entrare in reti precostituite di allean­ze e influenze. E questo in un quadro internazionale molto diverso da quello vissuto fino a pochi anni fa e che richiede — in particolare per il Medio Oriente — soluzioni ben diverse da quelle già sperimentate in passato. Francesco lo ha capito, tra l'altro, decidendo il viaggio a Sarajevo e verificando la precarietà degli accordi di Dayton.

Francesco e la Cina.
Con la Cina il ponte è aperto e il dialogo prosegue.

Francesco e l'Europa.


COMMENTI
25/08/2016 - Francesco e ... secondo padre Spadaro (Giuseppe Crippa)

Capisco bene che l’intervistatore, nella sua bella intervista, non abbia chiesto a padre Spadaro di esprimersi, dopo “Francesco e la Cina” e “Francesco e l’Europa”, su: “Francesco e l’America”: tutti vediamo la consonanza di accenti tra il papa “ecologista” e il presidente degli Stati Uniti. Mi spiace però che non abbia chiesto: “Francesco e la Russia”: si è persa un’occasione per sapere se per padre Spadaro (non certo per papa Francesco) tutte le superpotenze sono uguali…