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Esteri

MIGRANTI/ Tomasi: i musulmani devono accettare la separazione di fede e politica

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Mi sembra si debba esaminare la situazione economica realisticamente. Gli immigrati nuovi tendono a inserirsi nei settori dell'economia dove la mano d'opera nazionale fa fatica ad adattarsi. I giovani laureati italiani vanno verso altri mercati del lavoro più in linea con la loro qualifica. Nel 2015 sono emigrati 155mila italiani, molti di essi giovani. Ma si dovrà tener conto anche di altri due fattori, le centinaia di piccole imprese iniziate dagli immigrati e l'apporto che danno all'economia nazionale con le tasse che pagano, che l'anno scorso hanno coperto la spesa per i servizi di immigrazione (tre miliardi e 300 milioni di euro) e hanno contribuito a pagare la pensione a 600mila italiani.

Che cosa intende fare la Chiesa cattolica per favorire il dialogo e l'integrazione degli immigrati di fede musulmana?
La via del dialogo è la via maestra per l'integrazione. La Chiesa cattolica opera per l'assistenza pastorale a tutti gli immigrati. Ha messo a disposizione chiese per le comunità ortodosse e provveduto sacerdoti della stessa lingua per le comunità cattoliche. Nelle relazioni con il mondo musulmano il rapporto è più complesso, data la tradizione islamica che non separa religione e politica. Il dialogo dovrà orientarsi  verso l'accettazione, da parte degli immigrati di fede islamica, di questa separazione, vitale per le democrazie europee, come verso l'accettazione del pluralismo e della libertà di coscienza.

Come giudica l'impasse dell'Unione Europea in tema di migranti?
Preferisco vedere la cosa da un altro punto di vista: i migranti hanno fatto da catalizzatore nel far emergere l'indebolimento in atto dell'Unione Europea. L'invecchiamento demografico ed un'ideologia di estremo individualismo hanno contribuito non poco a creare paure e a far vedere una minaccia nelle nuove migrazioni.

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COMMENTI
28/08/2016 - Verificare di persona (Giuseppe Crippa)

Non occorre separare fede e politica (allora anche la Democrazia Cristiana sarebbe stata da condannare) ma accettare una gestione dello Stato con regole democratiche rispettose del pluralismo e della libertà di coscienza. Quando vedrà la luce il primo partito politico islamico italiano avremo modo di verificare di persona…