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MIGRANTI/ Tomasi: i musulmani devono accettare la separazione di fede e politica

Le migrazioni stanno già cambiando le società ospitanti, in Italia e in Europa. Quali regole devono guidare la nuova integrazione? SILVANO MARIA TOMASI, Pontificio Consiglio Giustizia e Pace

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Le migrazioni stanno già cambiando le società ospitanti, in Italia e in Europa. "Ma perché questa famiglia funzioni, è necessario che si regga su delle convinzioni fondamentali comuni che emergono dal cuore". A dirlo è monsignor Tomasi, già osservatore per la Santa Sede presso le Nazioni Unite e attualmente membro del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Tomasi è intervenuto di recente su questo tema al Meeting di Rimini.

Mons. Tomasi, l'Italia è paese accogliente, nondimeno i migranti sono talvolta percepiti come portatori di una diversità rispetto alla nostra tradizione e stile di vita. E' ancora così?
Per l'Europa, la diversità che caratterizza l'arrivo massiccio di richiedenti asilo e di immigrati, dipende,in gran parte, dalla loro distanza culturale radicata nell'islam, e dalla maniera irrompente con cui sono sbarcati nel continente europeo. La percezione nazionale dell'emigrazione era ancora quella degli italiani che andavano in America o più recentemente in Australia, Canada, Paesi europei, e in circostanze molto diverse e meglio programmate. E lo scossone provocato dai recenti arrivi ha messo in luce la mancanza di una politica europea comune e di solidarietà.

Ha dato l'allarme che qualcosa non funziona nelle nostre società?
Sì. L'esperienza dei nuovi arrivi appare più come uno scontro tra due auto quando tutte e due sono modificate in maniera mutualmente distruttiva.

Di quali condizioni c'è bisogno affinché questo incontro si trasformi in un'esperienza positiva e non invece in un evento traumatico?
Occorre una collaborazione reale tra paesi di partenza, transito e arrivo, canali di emigrazione sicuri, rispetto delle leggi, disponibilità all'accoglienza, sapendo che siamo membri di una stessa famiglia che prende precedenza sulle frontiere. Ma perché questa famiglia funzioni, è necessario che si regga su delle convinzioni fondamentali comuni che emergono dal cuore, dalla legge naturale iscritta in ogni persona.

I migranti non sono numeri, sono persone. Ma nelle circostanze in cui ci troviamo si può davvero prescindere dal loro numero?
La priorità dev'essere data sempre alla persona che richiede aiuto. Certo, l'Italia e l'Europa non possono accogliere tutte le persone sradicate del mondo. Ma guardiamo bene i numeri. Nel mondo l'86 per cento dei richiedenti asilo è accolto nei Paesi in via di sviluppo. Non c'è un'invasione in atto. E' la governance delle migrazioni che è deficitaria. Il prossimo 19 settembre si terrà il primo summit mondiale sulle migrazioni organizzato dalle Nazioni Unite a New York. I capi di stato e di governo che si  raduneranno per questo evento arriveranno a stabilire misure concrete di protezione e di solidarietà per una gestione equilibrata del fenomeno migratorio attuale?

In Italia è in atto una crisi occupazionale che sta colpendo pesantemente le famiglie. L'arrivo di nuovi migranti rischia di peggiorare la situazione?


COMMENTI
28/08/2016 - Verificare di persona (Giuseppe Crippa)

Non occorre separare fede e politica (allora anche la Democrazia Cristiana sarebbe stata da condannare) ma accettare una gestione dello Stato con regole democratiche rispettose del pluralismo e della libertà di coscienza. Quando vedrà la luce il primo partito politico islamico italiano avremo modo di verificare di persona…