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Elezioni Usa 2016/ Trump e il piano per la rimonta in 3 punti: spot tv, immigrazione e afroamericani (oggi, 31 agosto)

Elezioni Usa 2016: Donald Trump sembra intenzionato a mettere in atto un piano per la rimonta su Hillary Clinton che verte su tre punti: spot televisivi, immigrazione e afroamericani. 

Donald Trump (Foto:Lapresse) Donald Trump (Foto:Lapresse)

Le Elezioni Usa 2016 si avvicinano a grandi passi: poco più di due mesi e sapremo chi tra Hillary Clinton e Donald Trump avrà giocato meglio le proprie carte. Non è un mistero che in questo momento tutti i sondaggi vedano grande favorita la candidata democratica, ma la notizia di oggi è che il suo rivale repubblicano sta per dare il via ad un tentativo di rimonta ben organizzato. Vuoi la sostituzione dei vertici della sua campagna elettorale, vuoi la consapevolezza che non tutti i sondaggi potevano essere sbagliati: Trump ha capito che è arrivato il momento di fare sul serio per cercare di limare il gap che lo separa da Hillary cercando di giocarsi poi il tutto per tutto nei tre dibattiti televisivi previsti fino alla fine di novembre, ai quali non ha ancora confermato la sua partecipazione ma che a nostro avviso lo vedranno tra i duellanti. Ma in cosa consiste la strategia di Trump? Come riportato da Usa Today, il primo passo si è tradotto nella realizzazione di uno spot televisivo di 30 secondi avente come tema predominante l'economia intitolato:"Two Americas". Nel video la voce narrante descrive gli scenari che secondo il team di Trump si verificheranno in caso di vittoria di Hillary o del magnate newyorchese. In caso di successo di Hillary il futuro rappresentato dall'annuncio elettorale è quello di un'America in cui la classe media viene schiacciata, la spesa pubblica aumenta di pari passo con le tasse e centinaia di migliaia di posti di lavoro scompaiono. La voce fuori campo chiosa dicendo che è più o meno lo stesso di quanto accade già oggi, ma peggio. Nell'America di Trump lo scenario dipinto è, com'era ovvio attendersi, idilliaco: le famiglie dei lavoratori ottengono sgravi fiscali, vengono creati milioni di nuovi posti di lavoro, i salari aumentano, le piccole imprese prosperano rendendo di fatto il sogno americano "realizzabile". Lo spot di Trump, che è possibile vedere cliccando qui, secondo Usa Today costerà al suo comitato elettorale 10 milioni di dollari. Una cifra importante, la più alta approvata da The Donald dall'inizio della corsa alla Casa Bianca, giustificata dalla decisione di mandare in onda lo spot in ben 9 stati definiti "battleground", ovvero terreno di battaglia. Tra questi, è quanto meno singolare la scelta degli strateghi repubblicani di includere anche Virginia e Colorado: due stati sui quali Hillary Clinton non investe in presenza e risorse da diverso tempo poiché convinta di vincere, ma nei quali gli uomini del Grand Old Party hanno intravisto alcuni segnali che autorizzano a sperare in una rimonta. Il portavoce della campagna di Trump, Jason Miller, in una dichiarazione si è detto fiducioso che dopo la diffusione di questo spot i sondaggi nazionali e quelli dei singoli stati cominceranno ad andare nella "giusta direzione". Miller ha anche spiegato i motivi della precisa scelta di tempo che ha portato alla realizzazione del messaggio elettorale di Trump, chiarendo che in una fase in cui Hillary dà per scontati moltissimi voti, questa è sembrata la fase migliore per mostrare agli americani i benefici che l'economia americana importerà in caso di vittoria del repubblicano. I vertici della campagna di Trump hanno ben chiaro che non può bastare uno spot di 30 secondi a ribaltare l'esito delle elezioni Usa. Trump sa che per avere delle chance di successo deve conquistare qualche punto nelle minoranze etniche: a partire dagli ispanici per finire agli afroamericani. Capiremo se questo disegno è possibile nel giro di pochi giorni: già stasera infatti andrà in scena in Arizona quello che è stato definito "il" discorso sull'immigrazione di Donald Trump. In seguito alle polemiche scaturite dalle frasi in cui il tycoon metteva in preventivo di poter "ammorbidire" le sue posizioni sugli immigrati, dopo che per mesi aveva annunciato che avrebbe deportato fuori dagli Stati Uniti gli 11 milioni di cittadini senza regolare documentazione e avrebbe costruito un muro al confine con il Messico lungo 3000 km, l'attesa per le nuove parole di Trump è altissima. L'aspirante vicepresidente Repubblicano, Mike Pence, in un'intervista alla Cnn Sunday ha fatto intendere che non si assisterà a nessuna marcia indietro da parte di Trump. Qualche indicazione su ciò che potrebbe dire Trump questa sera è arrivata durante un comizio tenuto dal magnate newyorchese sabato scorso in Iowa, quando The Donald si è soffermato più volte sulla necessità di attuare una politica di immigrazione in grado di "prevenire i crimini". Per quanto riguarda gli afroamericani, la news del giorno è rappresentata dall'annuncio di quella che Usa Today ha definito la prima "incursione" in una chiesa nera di Donald Trump, che sabato prossimo verrà accolto a Detroit dal vescovo Wayne T. Jackson nella Great Faith Ministries Church. Sarà proprio il suddetto vescovo a registrare un'intervista con Trump che andrà in onda sul canale televisivo della parrocchia, ma il capo della comunità della chiesa nera di Detroit ha subito tenuto a precisare che quello del repubblicano non sarà un comizio, né il colloquio con il candidato del Gop rappresenta una sorta di indicazione di voto. Come bisogna leggere questa mossa dal punto di vista di Trump? Lo ha detto chiaro e tondo a Fox News Sunday la direttrice della campagna del repubblicano, Kellyanne Conway, che ha spiegato come dalle parti del Gop stiano lottando per "ogni singolo voto" e per farlo sono disposti a recarsi dove si trovano i votanti, in questo caso "direttamente nelle loro chiese". Qualche giorno fa Donald Trump aveva approcciato l'elettorato afroamericano alla sua maniera, chiedendogli che cosa avessero "diavolo" da perdere votando lui dopo le promesse, a suo dire, non mantenute di Obama che sarebbero proseguite con Clinton. Ma per Trump non sarà semplice rosicchiare consensi in un segmento elettorale che, come dimostrano le recenti elezioni, dall'ascesa di Barack Obama è sempre più legato al partito Democratico. In ogni caso l'impressione è che in questa settimana capiremo molto del futuro della candidatura di Trump: spot televisivo, discorso sull'immigrazione e corteggiamento dell'elettorato afroamericano. Il piano per la rimonta è stato stilato e sembra ben curato: da qui a dire che andrà tutto liscio ce ne passa, ma se così non fosse non parleremmo delle Elezioni Usa 2016...(Dario D'Angelo)

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