BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GEO-POLITICA/ "La Stampa" vs Putin, la guerra fredda arriva anche ad Amatrice

John Kerry con Vladimir Putin (LaPresse) John Kerry con Vladimir Putin (LaPresse)

Ma il problema è Trump, forse perché è ricco, mentre i milioni ottenuti dalla Clinton quando era ministro degli Esteri attraverso donazioni da parte di chi aveva bisogno del suo intervento politico, vanno benissimo. Chi sta ammazzando donne e bambini in Yemen, nel silenzio dei media autorevoli come La Stampa? I sauditi con armi statunitensi e britanniche e un nuovo carico per un controvalore di 1,5 miliardi di dollari attende il via libera alla spedizione dal Congresso a giorni. Caso strano, due sabati fa a Sanaa, capitale yemenita, 100mila persone erano in piazza a sostegno dei ribelli Houthi e contro la volontà saudita di piazzare un presidente fantoccio e il leader ed ex presidente yemenita ha aperto all'utilizzo di basi aerei e porti per i russi, al fine di combattere il terrorismo (e mettere un po' di paura a Ryad). Guarda caso, l'altro giorno l'Isis è comparso in Yemen con un attentato che ha fatto oltre 70 morti. Coincidenze. Come le morti di chi sapeva troppo sulla Clinton. O come quelle di quasi tutti i componenti del commando che avrebbe ucciso Osama Bin Laden ad Abbottabad nel corso dell'Operazione Neptune Spear nel maggio 2011: si sa, i navy seals sono notoriamente cagionevoli di salute, sono degli scricciolini, quindi cascano come mosche. Chi con l'elicottero, chi in macchina, chi con strani infarti o suicidi da stress post traumatico. Evito di entrare nel capitolo economia-finanza, dove gli Usa hanno fatto più danni della grandine e continuano a farne. Ma il problema, per La Stampa, è la propaganda russa, sono i tentacoli del Cremlino sull'informazione. 

Ora, io capisco che essendo diretta da chi è stato prima corrispondente a Washington e poi a Tel Aviv, La Stampasubisca un pochino il fascino del mainstream, però il ridicolo toccato con quell'articolo è veramente degno di Lercio e dei suoi affini che popolano la rete. Lo ripeto, non è la propaganda russa a screditare la stampa tradizionale, è la stampa stessa pubblicando idiozie come quelle dell'altro giorno a coprirsi di ridicolo. Il problema però è altro ed è esattamente sovrapponibile all'intemerata contro i mercati senza morale fatta sempre l'altro giorno da Sergio Marchionne, quindi non esattamente un frate trappista. I figli del capitalismo di relazione e la stampa controllata dai poteri forti hanno paura dello scollamento sempre più ampio tra opinione pubblica e classe dirigente/intellettuale di questo Paese e delle conseguenze che potrebbe portare con sé. Quindi, o fa mea culpacome quello di Marchionne o picchia alla cieca come La Stampa, entrambe reazioni di debolezza a una criticità reale: la gente ha aperto gli occhi, la crisi che si protrae ormai da otto anni ha fatto cadere tabù e spazzato via paure classiche dell'italiano medio. Il quale, oggi, se interpellato rispetto al politico preferito, molto facilmente direbbe Vladimir Putin. E' questo che fa paura, non due articoli taroccati da un signor nessuno che dovrebbero da soli distruggere la credibilità di quotidiani di livello nazionale. Se siete ridotti ad aver paura di Tristano Quaglia, tanto da evocare la propaganda russa e il pericolo del Cremlino, allora siete davvero al capolinea. Come è giusto che sia. La Russia è il paradiso in terra? Assolutamente no. Ma ci sono inferni peggiori, ve lo assicuro. E governi più infidi. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
31/08/2016 - L'antirussismo di principio (ALBERTO DELLISANTI)

E'quello che univa Altiero Spinelli (e Renzi che fa? fa una spinellata alla grande nella meravigliosa estate di Ventotene, noncurante che i Padri di un'Europa vera sono stati - in ordine alfabetico - Adenauer, De Gasperi, Schuman) è quello che univa Altiero Spinelli, dicevo, all'establishemnt statunitense. Grazie Bottarelli per averci ricordato, pochi giorni fa, come la virulenza dell'"antirussite" di Spinelli non avesse nulla da invidiare alla medesima malattia politica che affligge tutti i Clinton e le Rodham/Clinton d'America. Che differenza tra Adenauer e la Merkel! E tra Schuman e le petit monsieur Hollande! E tra Alcide De Gasperi e il Renzi! En passant, ricordiamo che erano tre grandi cattolici. Ricordando (è un esempio) un editoriale di Maurizio Molinari all'esordio di direttore de "La Stampa", non avrei immaginato che la medesima persona avrebbe ospitato il virulento insistito articolo antirusso che Bottarelli qui ci fa conoscere. Una parola su Trump. La potenza di fuoco che lo colpisce con un discredito di tipo totale, non consente di conoscerne i veri difetti. Non si potrà vederlo alla prova dei fatti, perché gli viene preclusa la possibilità di vincere.

 
31/08/2016 - Bottarelli for President ! (Paolo Paolo)

Avevo letto anch'io quell'infame articolo... direi che meglio non si poteva rispondere. Come sempre...Bottarelli for President!