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GEO-POLITICA/ "La Stampa" vs Putin, la guerra fredda arriva anche ad Amatrice

Se una certa stampa italiana si è ridotta ad aver paura di Tristano Quaglia, tanto da evocare la propaganda russa, allora siamo davvero al capolinea. Commento di MAURO BOTTARELLI

John Kerry con Vladimir Putin (LaPresse) John Kerry con Vladimir Putin (LaPresse)

Non so se avete letto questo articolo pubblicato da La Stampa, se non lo avete fatto vi consiglio di porre rimedio: è estremamente educativo rispetto ai tempi che viviamo e lo stato di salute della cosiddetta stampa autorevole. Anzi no, delle "testate tradizionali", come si recita nel catenaccio del titolo, forse la decenza di levare l'aggettivo autorevole l'hanno trovata. 

Ve lo riassumo brevemente: un militante della lista per Salvini ha creato due false notizie attribuendole a La Stampa e Repubblica, senza che le due testate le abbiano mai pubblicate realmente e le ha messe in rete attraverso i social. I quali, si sa, sono abitati per la gran parte da cani di Pavlov senza il minimo senso per la bufala: leggono, condividono e condannano in base alle leggi da tribunale del popolo di Facebook e affini. Di fatto, una non notizia, perché se due colossi come i quotidiani in questione hanno paura per l'operato di uno sfaccendato in servizio permanente ed effettivo, siamo davvero messi male: tutti quanti. 

La questione grave è che La Stampa va oltre ed entra in pieno maccartismo all'amatriciana: i due casi in questione sarebbero infatti l'esempio di come la propaganda russa sta infestando la rete e mettendo a rischio la credibilità delle testate tradizionali. Ora, a parte il fatto che la credibilità di quei giornali — in Piemonte, La Stampa è comunemente chiamata la busiarda, tanto per capirci — viene messa in discussione da loro stessi ogni volta che arrivano in edicola, da dove arriva questa paranoia anti-putinana? Cosa ha fatto all'Italia e al mondo il leader russo per animare tanto livore e, addirittura, una campagna stampa che denuncia la propaganda russa? Nostalgia di Peppone e Don Camillo? No, coda di paglia. E lunga un chilometro. Noterete come nel titolo dell'articolo si faccia riferimento alla bufala di Putin che aiuta i terremotati e qui scatta la malafede: perché, primo, i falsi articoli sono opera di tale Tristano Quaglia, il quale sarà certamente un agente del Kgb sotto copertura ma da qui a tramutarlo in propaganda russa tout court, ce ne passa, almeno nel mondo delle persone normali. Secondo, con quel titolo intende dire solo due cose ai lettori: non che tale Tristano Quaglia inventa bufale da spacciare in rete ma che Putin non aiuta affatto i nostri terremotati e che, anzi, sta dando vita a una strategia di disinformacija degna dell'Unione Sovietica. 

Bene, spero che concordiate con me sul fatto che la Rai non possa essere annoverata tra le emittenti filo-Putin. Ecco, è di lunedì questa notizia, ovvero che "su richiesta delle autorità italiane, una task force del ministero delle Emergenze russo è già stata inviata in Italia per valutare l'entità e il tipo di assistenza necessaria". Lo ha detto l'ufficio stampa del ministero russo all'agenzia Ria Novosti: "l'Italia ha chiesto al ministero delle Emergenze russo di contribuire alla valutazione dello stato degli edifici e delle costruzioni colpite dal sisma", si legge ancora nel testo. Vero? Falso?  


COMMENTI
31/08/2016 - L'antirussismo di principio (ALBERTO DELLISANTI)

E'quello che univa Altiero Spinelli (e Renzi che fa? fa una spinellata alla grande nella meravigliosa estate di Ventotene, noncurante che i Padri di un'Europa vera sono stati - in ordine alfabetico - Adenauer, De Gasperi, Schuman) è quello che univa Altiero Spinelli, dicevo, all'establishemnt statunitense. Grazie Bottarelli per averci ricordato, pochi giorni fa, come la virulenza dell'"antirussite" di Spinelli non avesse nulla da invidiare alla medesima malattia politica che affligge tutti i Clinton e le Rodham/Clinton d'America. Che differenza tra Adenauer e la Merkel! E tra Schuman e le petit monsieur Hollande! E tra Alcide De Gasperi e il Renzi! En passant, ricordiamo che erano tre grandi cattolici. Ricordando (è un esempio) un editoriale di Maurizio Molinari all'esordio di direttore de "La Stampa", non avrei immaginato che la medesima persona avrebbe ospitato il virulento insistito articolo antirusso che Bottarelli qui ci fa conoscere. Una parola su Trump. La potenza di fuoco che lo colpisce con un discredito di tipo totale, non consente di conoscerne i veri difetti. Non si potrà vederlo alla prova dei fatti, perché gli viene preclusa la possibilità di vincere.

 
31/08/2016 - Bottarelli for President ! (Paolo Paolo)

Avevo letto anch'io quell'infame articolo... direi che meglio non si poteva rispondere. Come sempre...Bottarelli for President!