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GEO-POLITICA/ Il risiko di Usa e Russia porta un guaio all'Italia

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Barack Obama (Lapresse)  Barack Obama (Lapresse)

A casa mia, questa, si chiama svolta epocale. Soprattutto per quanto sta accadendo in Siria, ovvero la preparazione dell'attacco finale per liberare Aleppo dal cancro dell'Isis e dopo il riavvicinamento nettissimo tra Erdogan e Putin, un qualcosa di impensabile solo un mese fa. Ma noi ci preoccupiamo della Mogherini e dell'inchiesta di Bologna. Magari Erdogan quelle parole non le ha dette, ma ha voluto testare la reazione delle parti in causa facendole uscire sulla stampa: a oggi, nessuna reazione, ma è presto e gli accadimenti sul campo parleranno più delle parole. 

Dunque, ricapitolando, militari turchi filo-americani avrebbero tentato il golpe (su pressione di Obama e dei sauditi), convinti che non avrebbero trovato resistenza. Una base militare russa in Siria avrebbe intercettato i messaggi dei golpisti e informato il ministero della difesa russo, il quale avrebbe deciso di allertare il nemico Erdogan. Il quale, dal canto suo, ha quindi messo in atto le sue contromosse per sventare il golpe, ma nel contempo ha testato la lealtà dei suoi alleati, incassando tre duri colpi: l'indifferenza dell'Arabia Saudita, il no di Angela Merkel all'asilo politico in Germania e la freddezza degli Stati Uniti. Poi, la svolta filo-russa, di fatto un'assicurazione sulla vita per Assad e un colpo pesantissimo per il fronte sunnita del Golfo. 

Di più, stando a fonti russe, l'organizzatore e finanziatore del fallito colpo di Stato in Turchia sarebbe nientemeno che un generale americano, John Campbell, l'ex comandante delle forze Usa in Afghanistan, il quale, nel corso dell'operazione, avrebbe invocato l'aiuto della Cia, interessata a finanziare il colpo di stato filo-americano in Turchia. Il denaro, più di 2 miliardi di dollari, sarebbe stato trasferito alla Cia attraverso la filiale nigeriana della Banca Centrale Africana: i soldi erano destinati a stabilire e rafforzare una rete di ribelli e consegnato agli organizzatori del colpo di stato in Turchia. Punto centrale del colpo di Stato era la base militare Usa di Incirlik, da dove partivano gli aerei, gli stessi che hanno attaccato il quartiere generale del governo ad Ankara. Infine, il fallimento del colpo di Stato sarebbe da imputare alla fretta: il rovesciamento di Erdogan è stato preparato per l'autunno, ma gli Stati Uniti temevano una brusca virata verso la Russia e hanno deciso di agire immediatamente. Detto fatto, se questa versione fosse confermata. avrebbero ottenuto l'effetto inverso da quello sperato. 

Ora, poi, si apre un duplice fronte: quello siriano e quello libico. Dopo l'abbattimento dell'elicottero Mi-8 da parte di "ribelli moderati" e con i corpi dei cinque militari russi ancora in mano ai terroristi, Putin ha scelto la mano pesante: da un lato ha dato ordine all'aeronautica di martellare le postazioni Isis vicino ad Aleppo e, dall'altra, Mosca sta ammassando forze speciali - gli specnaz - a Khmeimim, con il compito preciso di recuperare le salme dei commilitoni ed eliminare tutti i responsabili dell'attacco e della profanazione dei cadaveri. Se non avete mai visto gli specnaz in azione, andate su YouTube: capirete da soli perché chi ha compiuto quello scempio farebbe meglio a suicidarsi subito. 


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