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GEO-POLITICA/ Il risiko di Usa e Russia porta un guaio all'Italia

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Barack Obama (Lapresse)  Barack Obama (Lapresse)

Resta poi il grande interrogativo: cosa ha abbattuto il Mi-8? Mosca si limita a parlare di un "sistema d'arma", non specificando altri dettagli. Ma se venisse confermato l'impiego di un sistema d'arma statunitense, le relazioni diplomatiche tra Usa e Russia potrebbero incrinarsi del tutto. E, in tal senso, ci sarebbe anche un precedente: lo scorso 10 luglio, un Mi-25 siriano è stato abbattuto da un missile BMG-71 TOW americano, mentre volava a bassa quota, uccidendo entrambi i piloti russi a bordo. In Libia, poi, i raid statunitensi su Sirte sono già stati bollati come «illegali» da Mosca e condannati dal governo di Tobruk, quindi gli schieramenti appaiono chiari fin d'ora: gli Usa hanno bisogno di rifarsi il maquillage davanti al mondo, spacciandosi per i nemici giurati dell'Isis e i liberatori della Libia, ma attenzione a una replica del 2011, quando l'Italia pagò il prezzo più salato a un altro interventismo, quello francese e britannico. 

La Libia, inoltre, se destabilizzata, diverrà di fatto il serbatoio di un'ondata migratoria spaventosa, oltretutto nel pieno della stagione estiva, quando gli sbarchi sono all'ordine del giorno per le condizioni favorevoli del mare: gli Usa hanno già fatto sapere che i raid dureranno 30 giorni, ovvero tutto il mese di agosto. E a confermare il rischio sono i numeri, i quali ci dicono che l'Italia è sempre più la destinazione unica dei migranti. Azzerata la rotta spagnola (nelle sue due porzioni nordafricane di Ceuta e Melilla), ridotto al lumicino il corridoio ellenico-balcanico, l'unica strada percorribile resta il nostro Sud. 

Lo confermano le elaborazioni sui dati forniti dall'Unhcr, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati: preso il totale dei migranti sbarcati in Europa nel mese di luglio, 93 su 100 sono stati registrati in Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna e Campania, mentre il resto in Grecia. Casualmente, la Spagna ha toccato la quota record di zero. Dal 1 gennaio al 31 luglio 2016 sono arrivati via mare in Europa 256.319 migranti: di questi 253.843 - cioè, il 99% - hanno messo piede sulle coste elleniche e italiane. Se in assoluto la Grecia mantiene per quest'anno il primato con poco più di 160 mila arrivi, a spulciare tra le tabelle fornite dagli organismi internazionali si scopre che di questi oltre 151 mila sono stati registrati nei primi tre mesi dell'anno, cioè prima dell'entrata in funzione dell'accordo con i turchi. Da allora, i nuovi ingressi sono crollati fino a 9mila in quattro mesi. In parallelo, in Italia è successo l'esatto opposto: dopo un avvio di 2016 modesto, con meno di 19mila migranti registrati nei centri nel periodo gennaio-marzo, altri 75mila sono sbarcati nei successivi quattro mesi, stando sempre sopra le ventimila unità mensili da giugno. Ma noi, furbi come volpi, non solo non diciamo nulla agli Usa ,ma, anzi, gli prestiamo anche le basi per bombardare meglio. D'altronde, da un governo che in un momento simile non trova di meglio da fare che le nomine ai tg Rai, cosa volete aspettarvi? 

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