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ELEZIONI USA 2016/ Le due “armi” di Trump contro la Clinton

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Il secondo punto fondamentale della campagna elettorale è rappresentato dalla politica estera. "Sanders ha contrastato Hillary (Clinton, ndr) ripetutamente per il suo sostegno alla guerra in Iraq, il suo ruolo come promotrice della guerra in Libia e il suo entusiasmo per un coinvolgimento diretto nella guerra in Siria... Ted Cruz (candidato repubblicano nella corsa alla Casa Bianca, ndr) e Donald Trump hanno entrambi criticato Hillary Clinton per il suo essere guerrafondaia, per non essere soddisfatta della guerra in Libia, ma di volerne una nuova in Siria". Ecco il secondo elemento. Gli Usa sembrano stanchi degli interventi militari all'estero, tanto che non solo un candidato democratico, ma anche lo sfidante repubblicano indicano la necessità di un profondo cambiamento di rotta. "La mentalità della guerra al terrorismo - chiarisce Spannaus - e delle guerre per motivi geopolitici dovrà cambiare. Donald Trump propone perfino di ripensare la Nato, di riconoscere che il mondo della Guerra Fredda non c'è più, e di collaborare con la Russia per combattere la nuova grande sfida di questi anni: il terrorismo". 

In quest'ottica la sfida elettorale appare come quella tra l'establishment rappresentato da Hillary Clinton (Trump probabilmente la attaccherà durante la campagna elettorale per i suoi rapporti con le banche, in primis Goldman Sachs) e un personaggio di rottura come Donald Trump. "Se non si risponderà in qualche misura alle richieste di cambiamento da parte della popolazione - conclude Spannaus - la prossima volta la rivolta sarà ancora più grande, e magari anche più pericolosa. Dunque non bisogna avere paura della rivolta degli elettori nelle presidenziali del 2016. Le istituzioni devono dimostrarsi abbastanza forti da gestirla, fermando ogni deriva anti-costituzionale… a prescindere dall'esito delle elezioni di novembre, vinceranno i cittadini che hanno sconvolto la politica americana con il loro sostegno ai candidati outsider come Bernie Sanders… e anche Donald Trump". 

Difficile capire chi vincerà a novembre. Difficile capire se Hillary Clinton riuscirà a intercettare i voti di Bernie Sanders. Difficile comprendere quanta strada farà Trump. Di certo nella società americana si respira una grande voglia di cambiamento.

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