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CAOS SIRIA/ Le scomode verità nascoste nell'assedio di Aleppo

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Ad Aleppo (LaPresse)  Ad Aleppo (LaPresse)

L'armamentario sfoderato dai miliziani è stato senza pari, superiore di molto alla battaglia di aprile-maggio 2015 che portò alla conquista di Idlib, Ariha e Jisr-al-Shougur. Questo dimostra che nonostante il settarismo salafita non faccia mistero di sé stesso, Usa, alleati europei, Arabia Saudita, Qatar e Turchia non solo persistono nel sostegno militare e finanziario alla miriade di gruppi di jihadisti ma ultimamente hanno decuplicato i loro sforzi.

La consistenza di questi sforzi  è rilevante ed è di tipo politico, economico e militare. Nei soli mesi di dicembre e gennaio, gli Usa hanno mandato ai miliziani mila tonnellate di armi e munizioni. L'elenco analitico della commessa è ora di dominio pubblico ("US arms shipment to Syrian rebels detailed"). Parte integrante dell'appoggio politico occidentale avviene tramite la manipolazione dell'informazione attuata tramite le consuete tecniche di "Psyops". Un'approfondita inchiesta del giornale londinese The Guardian, intitolata "The Syrian opposition: who's doing the talking?", pubblicata il 12 luglio 2012, ne ha svelato i retroscena. In ogni stato degli "amici della Siria" vengono messe in campo strategie mirate ad aumentare la reputazione di quella che governi "anti-Assad" chiamano "opposizione armata moderata", spesso finanziando operazioni mediatiche indirizzate alla diffusione di una realtà costruita ed addomesticata (qui un esempio).

Ma della verità sulla guerra siriana non ne fanno più un mistero neanche gli stessi protagonisti: l'ex primo ministro del Qatar, sceicco Sheikh Hamad Bin-Jaber al-Thani, in un'intervista al Financial Times ha dichiarato: "Quello che è successo in Siria non era una rivoluzione, ma una disputa internazionale tra le potenze mondiali". E vale la pena di menzionare anche Robert Kennedy Jr, nipote dell'ex presidente statunitense, che su Politico ha detto: "La nostra guerra contro Bashar al Assad non è iniziata con pacifiche proteste civili della primavera araba nel 2011", ma "quando il Qatar ha offerto di costruire un gasdotto di 10mila milioni di dollari che attraversa l'Arabia Saudita, Giordania, Siria e Turchia". 

Un capitolo a parte sarebbe da dedicare al bombardamento mediatico scatenato sulle sofferenze patite dagli aleppini, imputate al solo assedio governativo.  

Il sistema adottato è quello di due pesi e due misure: l'accerchiamento di Aleppo si sta svolgendo con le stesse modalità impiegate per la recente liberazione della città irachena di Ramadi. Come forse ricorderete, le forze irachene sostenute dagli Usa hanno effettuato l'assedio della città di Ramadi senza che nessuno (Amnesty, HRW, le Nazioni Unite o altre organizzazioni) obiettasse nulla. L'unica differenza, tra i due assedi, è che a Ramadi  nessuno mandava le armi ai jihadisti prolungandone così la resistenza e, di conseguenza, l'agonia della popolazione.

Nei report quotidiani informativi vengono costantemente denunciati bombardamenti agli ospedali. Ciò è sacrosanto, ma la cosa andrebbe opportunamente verificata: ad esempio, quelli che impropriamente vengono chiamati "ospedali" sono quasi sempre consistenti in shelter, strutture mobili che fungono da centro sanitario per uso prioritario dei combattenti. 


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COMMENTI
08/08/2016 - Grazie Patrizio Ricci (ALBERTO DELLISANTI)

Evito di ripetere le quattro sacrosante parole con cui "Il Sussidiario" presenta questo articolo di Patrizio Ricci, esemplare osservatore indipendente, con la sua professione e la sua vocazione impegnato nel drammatico scacchiere mediorientale, compreso il tragico teatro di guerra in Siria. Sento il disonore che in determinati momenti può sentire un cittadino della parte del mondo di cui sono leader gli USA. In Siria è scandalosa la coalizione tra Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi e Turchia, e Stati Uniti d'America ed Europei (Francia, Gran Bretagna e...). Onore alla Russia (pur con tutti i difetti che le si vogliano osservare) e onore ad Assad, un dittatore, ma che non ebbe il torto di perseguitare alcuna componente della popolazione mista della Siria. Scoppiata la guerra intestina, certo si è comportato da ammazza avversari ovunque poteva. Ma la guerra civile l'hanno voluta la citata coalizione, e i ribelli dipinti come libertari, in realtà fondamentalisti filo Arabo Sauditi and company, e filo jihadisti in avanscoperta, rispetto alla susseguente proclamazione del nerissimo Califfato dell'ISIS.