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Esteri

CAOS SIRIA/ Le scomode verità nascoste nell'assedio di Aleppo

Ad Aleppo è in corso una violenta battaglia nella zona presidiata dalle truppe jihadiste. Ma i fondamentalisti anti-Assad hanno il pieno sostegno degli Usa e dei loro amici. PATRIZIO RICCI

Ad Aleppo (LaPresse)Ad Aleppo (LaPresse)

Ad Aleppo il grosso delle forze ribelli sono caratterizzate dal loro radicalismo islamico: in un conflitto che dura da cinque anni, molti di tali gruppi si sono fusi con altri ancora più estremisti.

Per liberare Aleppo e interrompere i continui bombardamenti sui quartieri residenziali, il 28 luglio l'esercito siriano ha iniziato l'accerchiamento di Aleppo est, la zona presidiata dalle milizie jihadiste. Il governo siriano aveva decretato un'amnistia ed i russi avevano garantito quattro corridoi per il passaggio di chiunque volesse lasciare la città. Ma i miliziani hanno impedito alla popolazione di uscire dalla zona ed hanno sferrato due controffensive, e sabato hanno lanciata la terza. L'obiettivo principale di quest'ultima iniziativa era quello di espugnare l'Accademia di Artiglieria del distretto di Ramouseh, principale caposaldo di difesa governativa.  

L'operazione lanciata dai fondamentalisti antigovernativi è la più grande mobilitazione militare mai effettuata da cinque anni a questa parte. 

Il contrattacco era stato preannunciato venerdì con un video in arabo. Nel filmato, il portavoce della coalizione al Fath Halab dice: "Adesso comincia la terza fase dell'invasione per liberare l'assedio e questa volta entreremo nell'accademia militare. L'operazione che effettueremo si chiama 'Ibrahim Yusuf', questo è il nome del grande eroe protagonista degli eventi che contrassegnarono gli anni 80". 

Ibrahim Yusuf,  a cui i ribelli filo-occidentali dedicano il tentativo di conquista della roccaforte governativa, è il capo della milizia wahabita che nel 1979, durante la rivolta armata dei Fratelli musulmani, effettuò l'omicidio di massa di 80 giovani cadetti alawiti. Così prosegue il comunicato: "Era uno dei compagni di Adanan Okla, l'uomo che ha separato i sunniti nella scuola di artiglieria dividendoli dagli alawiti ed ha ucciso tutti gli alawiti, quasi 80 (e ne ha feriti altri 80) e dopo ne è uscito indenne". E così prosegue: "Noi siamo i suoi discendenti e continueremo quello che lui ha cominciato, uccideremo questi alawiti come quella volta. (...) Noi legheremo i corpi dei loro cadaveri e li trascineremo per le strade e dopo li tortureremo anche da morti".   

Il barbaro episodio che il miliziano esalta è effettivamente accaduto. Gli stessi gruppi che l'occidente si ostina ancora a considerare "moderati" si sono già resi responsabili di molti crimini, come il massacro di 190 civili alawiti avvenuto nel 2013 in provincia di Latakia e la decapitazione, pochi giorni fa, di un bambino malato.  

La "fase 3" preannunciata  è iniziata nella notte tra venerdì e sabato: le milizie jihadiste hanno attaccato le unità dell'esercito siriano da cinque direzioni diverse, utilizzando numerosi blindati e camion kamikaze pieni di esplosivo. Dopo cruenti combattimenti, la base di Ramouseh è stata presa quasi completamente. Tuttavia, dopo cinque ore di di battaglia durissima, le forze governative coadiuvate dall'aviazione sono riuscite a riprendere la base e le posizioni. Determinante è stato il ruolo giocato dall'aviazione russa i cui aerei si sono spinti ad effettuare attacchi a bassissima quota, fino a soli 200 metri di altezza.


COMMENTI
08/08/2016 - Grazie Patrizio Ricci (ALBERTO DELLISANTI)

Evito di ripetere le quattro sacrosante parole con cui "Il Sussidiario" presenta questo articolo di Patrizio Ricci, esemplare osservatore indipendente, con la sua professione e la sua vocazione impegnato nel drammatico scacchiere mediorientale, compreso il tragico teatro di guerra in Siria. Sento il disonore che in determinati momenti può sentire un cittadino della parte del mondo di cui sono leader gli USA. In Siria è scandalosa la coalizione tra Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi e Turchia, e Stati Uniti d'America ed Europei (Francia, Gran Bretagna e...). Onore alla Russia (pur con tutti i difetti che le si vogliano osservare) e onore ad Assad, un dittatore, ma che non ebbe il torto di perseguitare alcuna componente della popolazione mista della Siria. Scoppiata la guerra intestina, certo si è comportato da ammazza avversari ovunque poteva. Ma la guerra civile l'hanno voluta la citata coalizione, e i ribelli dipinti come libertari, in realtà fondamentalisti filo Arabo Sauditi and company, e filo jihadisti in avanscoperta, rispetto alla susseguente proclamazione del nerissimo Califfato dell'ISIS.