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Esteri

ELEZIONI USA 2016 / Donald Trump, dal caso Khan a Paul Ryan e McCain: tutti gli errori di una settimana da incubo (oggi, 9 agosto 2016)

Elezioni Usa 2016: il candidato dei Repubblicani Donald Trump non ha mai vissuto un periodo così difficile. Dal caso Khan fino a Paul Ryan e McCain, ecco gli errori e le giravolte del tycoon

Donald Trump (Foto:Lapresse)Donald Trump (Foto:Lapresse)

Non sono giorni facili per Donald Trump in questa campagna elettorale d'avvicinamento alle Elezioni Usa 2016. Il candidato dei Repubblicani, dopo essere stato travolto dalle polemiche per le sue dichiarazioni su Humayun Khan, il soldato americano di religione musulmana morto in Iraq nel 2004, e dopo essere stato parzialmente sconfessato dai volti noti del partito, si è reso protagonista di una serie di errori, e successive retromarce, che potrebbero costare cara alla sua credibilità di fronte agli elettori. Il caso più clamoroso? Senza dubbio quello dell'endorsement negato e poi concesso a Paul Ryan e John McCain. Come riportato da Ansa Usa 2016, nei giorni scorsi, in seguito alle critiche ricevute dai sopracitati esponenti del Gop, Trump si era rifiutato di pronunciare una dichiarazione di sostegno in favore della rielezione al Congresso dello speaker della Camera e del candidato alle presidenziali del 2008. Una decisione molto grave da parte di Trump, dal quale sarebbe logico attendersi un ampio sostegno a due degli esponenti più in vista del partito Repubblicano essendo egli stesso il candidato alla Casa Bianca di questo schieramento. Per comprendere la gravità dell'azione di Trump basta pensare che il suo vice, Mike Pence, in opposizione al tycoon newyorchese ha annunciato che avrebbe sostenuto "l'amico comune" Paul Ryan nella corsa per la rielezione al Congresso. Le polemiche montate dalla stampa conservatrice, dai politici e dagli stessi elettori repubblicani, hanno convinto Trump a compiere una clamorosa giravolta nel giro di 24 ore. Come riferisce la sezione Usa 2016 dell'Ansa citando la Cnn, nel corso di un comizio a Green Bay, nel Wisconsin, Trump ha fatto sfoggio delle sue finora sconosciute abilità diplomatiche:"Non saremo d'accordo su tutto ma come accade tra amici, e non smetteremo mai di lavorare insieme per la vittoria. E soprattutto verso un vero cambiamento di rotta- ha detto Trump riferendosi ai Repubblicani candidati al Congresso- In questa missione condivisa per rifare grande l'America, sostengo e promuovo il nostro speaker alla Camera, Paul Ryan. E già che ci sono confermo la massima stima al senatore John McCain per il suo servizio al Paese, in uniforme e da civile, e sosterrò pienamente la sua rielezione". Al termine del suo intervento riguardante gli endorsement per i rappresentanti del partito Repubblicano che andranno a comporre il parlamento americano a novembre, Trump ha citato anche Kelly Ayotte, una senatrice del New Hampshire che in un'intervista al Washington Post di poche ore prima The Donald aveva attaccato duramente, sostenendo di avere ricevuto da lei "zero supporto". Anche  a lei Trump ha garantito lo stesso sostegno assicurato a Paul Ryan e John McCain. Tutto è bene quel che finisce bene, direte voi. Il solo problema è che non è finita qui. 
- Nel corso del tour degli stati americani chiamati a votare a novembre per le Elezioni Usa 2016, Trump si è recato a Loudoun, una contea della Virginia che può contare circa 50 mila abitanti e che nelle ultime 4 tornate di presidenziali ha sempre votato il futuro presidente. Viene da sé, che Loudoun rappresenta una sorta di termometro del Paese. Bene, cos'ha fatto Trump una volta salito sul palco allestito per il suo comizio? Ha dato il via  alla sua consueta oratoria all'insegna della denigrazione di massa, elencando tutte le cose che non vanno bene in quel determinato luogo. Come riporta Il Post, Trump si è rivolto ai cittadini di Loudoun e ha detto:"State facendo schifo qui, mi dispiace dirvelo". Niente di sconvolgente per lo stile di The Donald, abituato a descrivere una situazione tragica e a proporsi come unico possibile salvagente. Peccato che a Loudoun le cose vadano invece meravigliosamente: la contea è la più ricca degli Stati Uniti e i casi di fabbriche nelle vicinanze chiuse elencati da Trump per rafforzare la sua tesi che tutto va male, si trovano in realtà a centinaia di km di distanza dal luogo in cui il candidato del partito Repubblicano ha tenuto il comizio. Gli elettori del posto, una volta fatto rientro nelle proprie case, avranno provato di certo un grande sconcerto: "Forse", crediamo abbiano pensato, "la nostra felicità e il nostro benessere sono solo un'illusione".
- L'emblema del modo di agire di Donald Trump in questa campagna per le Elezioni Usa 2016 è rappresentato dall'aneddoto di cui stiamo per dare conto. Come riportato da Il Post, qualche giorno fa Trump ha detto di avere visto in tv le immagini di un aereo americano che porta in Iran dei soldi come riscatto per la liberazione di alcuni ostaggi. Il governo Obama, come spiegato dal Washington Post, ha risposto che quei soldi non sono il pagamento di un riscatto come lasciato intendere da Trump, ma rappresentano una prima tranche da 400 milioni di dollari su 1 miliardo e 700 milioni totali che gli Usa si sono impegnati a versare nelle casse dell'Iran per mettere fine ad una vertenza passata nell'ottica di un accordo più ampio come quello del nucleare. Secondo Trump, quei soldi erano serviti per consentire la liberazione di 4 cittadini con doppio passaporto americano e iraniano, che l'amministrazione Obama era riuscita a riportare negli Usa mediante uno scambio di prigionieri che aveva coinvolto 7 iraniani detenuti in America. Trump in un tweet di alcune ore dopo ha ammesso di essersi confuso e che l'aereo che aveva visto in tv non era quello del "riscatto", bensì quello che stava riportando negli States i 4 prigionieri. Un'ammissione d'errore, una presa d'atto di uno sbaglio. O forse no, se è vero che durante un evento a Des Moines, in Iowa, poche ore dopo il cinguettio sui social, come riportato dal Washington Post, ha riproposto di nuovo il caso dell'aereo e del riscatto, definendo quella di Obama un'altra "bugia":"Abbiamo saputo di aver pagato un riscatto di 400 milioni di dollari" nello stesso giorno della liberazione degli ostaggi, ha incalzato Trump. Per poi aggiungere:"Nello stesso giorno, è solo una coincidenza?". Procedendo di questo passo, un errore dopo l'altro, non sarà facile per Trump rimettersi in carreggiata. Eppure, per uno che ha definito solo qualche giorno fa la rivale Hillary Clinton come "Satana", dovrebbe essere scontato sapere che errare è umano, perseverare è diabolico...(Dario D'Angelo)

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