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TURCHIA/ Jean: Erdogan e Putin, insieme per minare l'Europa

Pubblicazione:giovedì 1 settembre 2016 - Ultimo aggiornamento:giovedì 1 settembre 2016, 13.36

Recep Tayyip Erdogan (LaPresse) Recep Tayyip Erdogan (LaPresse)

“Il ruolo della Turchia all’interno della Nato ormai appartiene al passato. Erdogan uscirà autonomamente dall’Alleanza Atlantica o ne sarà cacciato”. E’ quanto afferma Carlo Jean, generale e analista militare, dopo che il governo turco è intervenuto per smentire ufficialmente gli Stati Uniti che avevano parlato di un cessate il fuoco con le milizie curde siriane dell’Ypg. Il primo ministro di Ankara, Binali Yildirim, ha affermato che l’intervento militare della Turchia in Siria “continuerà finché tutti gli elementi terroristi non saranno stati neutralizzati e tutte le minacce alle nostre frontiere, al nostro territorio e ai nostri cittadini saranno completamente eliminate”. Una dichiarazione che fa esplicito riferimento alle milizie curde che costituiscono il principale punto di riferimento per gli Stati Uniti nella guerra contro l’Isis.

 

Generale Jean, quali sono i piani della Turchia in Siria?

Nei piani della Turchia c’è l’obiettivo di mantenere l’unità della Siria, in modo che i curdi siriani dell’YPG siano sottoposti a un’autorità che non consenta loro una forte autonomia. In questo modo l’YPG non potrà sostenere i curdi turchi e in particolare il PKK, cui i curdi siriani sono stati sempre particolarmente legati.

 

Secondo lei come andrà a finire?

A mio avviso continuerà una guerra di logoramento in quanto gli insorti siriani, anche se perdono Aleppo, non saranno distrutti ma continueranno la rivolta.

 

Negli ultimi cinque anni Bashar Assad è stato visto dalla Turchia come una minaccia. Perché adesso Erdogan vuole sostenere l’unità della Siria?

Nel gioco politico della Turchia rientra l’idea di utilizzare la Russia come contrappeso agli Stati Uniti, accusati di avere sostenuto il colpo di Stato. Questa svolta è più tattica che non strategica, perché Erdogan non può mettersi contro gli Stati Uniti in quanto se Washington chiude i rubinetti del sistema finanziario internazionale la Turchia va a rotoli.

 

E allora perché la Turchia può permettersi di ignorare gli inviti Usa a un cessate il fuoco?

Perché Erdogan ha un’opinione molto negativa di Barack Obama e delle sue capacità decisionali. Lo disprezza, di conseguenza lo tratta come un ragazzino.

 

La Turchia è un membro della Nato. Può andare avanti a lungo con questi giochetti?

La Turchia è diventata membro della Nato quando c’era una seria minaccia da parte della Russia nei suoi confronti. Adesso che la minaccia russa non esiste più o si è molto attenuata, anche l’appartenenza alla Nato ha assunto un’importanza minore.

 

Un domani la Turchia potrebbe uscire dalla Nato?


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