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Esteri

ELEZIONI USA/ Trump vs. Clinton, con chi sta la Cina?

Hillary Clinton (LaPresse)Hillary Clinton (LaPresse)

Questa affermazione ha destato preoccupazione ed irritazione, in particolare nelle repubbliche baltiche che si sentono più esposte a una eventuale minaccia russa, ma ha risposto all'insoddisfazione di una parte dell'elettorato, stanco del costoso ruolo predominante degli Stati Uniti. La questione sul significato e sugli obiettivi della Nato è stata posta già in passato, dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la scomparsa dell'avversario Patto di Varsavia. Sebbene ritenuta sostanzialmente inadatta a fronteggiare il nuovo nemico rappresentato dal terrorismo internazionale, fu deciso di mantenerla in vita e attualmente ne fanno parte 28 Stati. Di questi, 22 sono membri dell' Unione Europea, dato che Austria, Cipro, Finlandia, Irlanda, Malta e Svezia rimangono fuori del Patto. Per converso, non fanno parte dell'Ue Albania, Islanda e Norvegia che, insieme a Stati Uniti, Canada e Turchia, completano la lista dei membri dell'organizzazione.

La Nato intrattiene una serie di rapporti con Stati definiti "partner" e uno di questi organismi di collegamento, lo Euro-Atlantic Partnership Council (Eapc) comprende  anche la Russia. La cooperazione si è però interrotta nel 2014 a causa della questione ucraina e da allora la Nato accusa la Russia di aver violato accordi e diritto internazionale con l'intervento in Ucraina e con l'annessione della Crimea. La Russia risponde accusando la Nato di volerla circondare con misure ostili, come il dispiegamento di missili ed esercitazioni militari ai suoi confini, o con il tentativo di includere Stati come la Georgia e, appunto, l'Ucraina.

A questo riguardo, Trump sembra piuttosto conciliante verso la Russia, facendo perfino intendere di voler accettare l'annessione della Crimea. Dall'altra parte, la Clinton sembra propensa a una riedizione del confronto bipolare che caratterizzò la  Guerra fredda. Questa posizione non sembra consistente con l'attuale situazione multipolare, con una Cina sempre più protagonista e con una serie di potenze regionali non inquadrabili nello schema bipolare. Si pensi per esempio alla pericolosa ambiguità della politica turca, pur essendo la Turchia membro della Nato. La strategia di Trump è tuttavia ancora tutta da approfondire e appare fortemente influenzata dalle necessità della campagna elettorale. Le preoccupazioni su una reale capacità di Trump di gestirla efficacemente sono quindi oggettive.

Un fatto rimane certo: l'attuale drammatica situazione conflittuale che colpisce gran parte del mondo non può essere affrontata senza un sia pur difficile accordo tra Occidente e Russia, come dimostra ampiamente il Medio Oriente. La campagna elettorale statunitense e la confusione che regna in Europa rischiano di gettare nuova benzina sul fuoco che sta incendiando attualmente gran parte del mondo.

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