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Esteri

Elezioni Usa 2016/ Il clamoroso autogol di Gary Johnson: "Cos'è Aleppo?". Ora è davvero "game over"...(oggi, 12 settembre 2016)

Elezioni Usa 2016: il candidato del Partito Libertariano, Gary Johnson, si è reso protagonista di una gaffe clamorosa dicendo di non sapere cos'è Aleppo. Per lui adesso sembra davvero finita

Gary JohnsonGary Johnson

Doveva essere il terzo incomodo, la spina nel fianco di Donald Trump e Hillary Clinton, il possibile outsider in grado di sparigliare le carte nella corsa alla Casa Bianca, e invece c'è il rischio che la candidatura di Gary Johnson, rappresentante del Partito Libertariano in queste Elezioni Usa 2016, possa naufragare definitivamente. L'ex governatore repubblicano del New Mexico infatti si è reso protagonista di una clamorosa gaffe, che non solo lo renderà vulnerabile alle critiche dei suoi oppositori, ma soprattutto minerà la credibilità della sua candidatura. Ma vediamo cos'è successo al povero Gary Johnson. Come riportato da Usa Today, tutto ha avuto inizio giovedì mattina quando il candidato dei Libertari si è presentato come ospite alla trasmissione Morning Joe della MSNBC per promuovere la sua campagna elettorale e cercare di raggiungere la soglia del 15% nella media dei sondaggi nazionali così da avere accesso al primo dibattito televisivo del 26 settembre. I problemi per Johnson sono arrivati quando il co-conduttore della trasmissione, Mike Barnicle, gli ha chiesto un parere riguardo Aleppo, la città della Siria divenuta l'emblema della guerra civile nel Paese. Non una domanda trabocchetto insomma, soltanto una delle tante che un candidato che aspiri a diventare il nuovo inquilino della Casa Bianca dovrebbe considerare normale routine. Invece? Invece è successo che Gary Johnson ha risposto:"Cos'è Aleppo?". A questo punto il giornalista della MSNBC, incredulo, ha replicato chiedendo al candidato Libertariano se stesse scherzando, ma è stato dinanzi al "No" convinto di Johnson che si è compreso che la frittata ormai era compiuta. Negli istanti immediatamente successivi alla figuraccia su Aleppo, quando gli è stato spiegato che il riferimento era alla città che più incarna l'emergenza rifugiati, Johnson ha cercato di girare attorno alla questione dicendo che l'attuale situazione in Siria è il frutto delle politiche di un regime che dev'essere cambiato e che ha reso il mondo un posto meno sicuro, aggiungendo che sarebbe necessario stringere un'alleanza con la Russia e porre fine al conflitto. Come detto, però, il guaio oramai era stato combinato, e Johnson ha iniziato a pagarne le conseguenze fin da subito incassando il duro attacco del conduttore del programma Joe Scarborough, che gli ha chiesto se secondo lui la politica estera è una cosa talmente insignificante che qualcuno che corre per la presidenza degli Stati Uniti può non sapere cos'è Aleppo, dov'è, e perché è così importante. A questo punto Johnson ha dovuto prendere atto della clamorosa gaffe di cui si era reso protagonista, e dopo aver rinviato un'intervista radiofonica già programmata per un'emittente radiofonica newyorchese, ha fatto una cosa che non sempre i politici fanno: ammettere di avere sbagliato. Tramite una nota, Johnson si è giustificato dicendo di aver dato la dimostrazione di essere umano e che quando gli è stato chiesto cosa pensasse di Aleppo, la prima cosa che gli è venuta in mente è stata che si trattasse di un acronimo e non del centro siriano. Johnson ha aggiunto che certamente non può conoscere ogni città della Siria ma avrebbe dovuto identificare Aleppo. In più secondo il candidato del Partito Libertario, come può provare la sua esperienza da Governatore, ciò che conta per un Presidente è circondarsi delle persone giuste che possano aiutarlo a prendere le decisioni più sagge. Un modo un po' articolato per dire che per quanto possa essere inesperto in fatto di politica estera in caso di elezione alla Casa Bianca (opzione questa sempre più improbabile) Johnson avrà molti consiglieri al suo fianco pronti ad aiutarlo. Del resto, come riportato dalla Cnn, Johnson ha ampiamente dimostrato di non volere la luce dei riflettori tutta per sé facendosi affiancare in diversi comizi dall'ex governatore repubblicano del Massachusetts, Bill Weld. Insieme a lui Johnson ha detto di voler guidare l'America tramite un rapporto che potrebbe essere definito di "co-presidenza" e non è un caso che le apparizioni di Weld siano più frequenti rispetto a quelle di qualsiasi altro candidato vice-presidente in queste Elezioni Usa 2016. La provenienza di Weld dal partito Repubblicano non è un fattore da poco: Johnson in più di un'occasione ha infatti strizzato l'occhio all'elettorato del Gop che non si riconosce nella candidatura di Trump, e allo stesso tempo ha sperato che uno degli uomini più vicini a Bill Weld, l'ex candidato dei Repubblicani alla Casa Bianca Mitt Romney, si pronunciasse a suo favore vista l'avversità nei confronti del magnate newyorchese. Nelle scorse settimane non erano in pochi ad attendersi l'endorsement del repubblicano nei confronti del ticket Johnson-Weld, ma la dichiarazione ufficiale di sostegno a Johnson non è mai arrivata. Romney al massimo si è spinto ad affermare che se Weld si fosse candidato lo avrebbe supportato, ma che non conoscendo Johnson così bene non si è sentito di esprimersi a suo favore. Qualche tempo dopo Johnson ha annunciato che avrebbe parlato con Romney, ma lo scorso agosto ha dichiarato di non attendersi il suo endorsement. Il caso ha voluto che la gaffe di Aleppo giungesse guarda caso nello stesso giorno in cui l'ex sfidante di Obama ha twittato sui social il proprio auspicio che Johnson e Weld fossero ammessi ai dibattiti televisivi. Non senza una buona dose di autoironia il Libertariano dopo la gaffe ha commentato alla Fox:"Probabilmente si sta pentendo amaramente di quello che ha scritto". Per Johnson lo svarione sulla Siria rischia di determinare la fine dei giochi: il 15% nei sondaggi nazionali è ancora lontano, mentre in alcuni stati in bilico quali North Carolina e Ohio, dove Clinton e Trump sono testa a testa, il candidato dei Libertari viaggia tra il 15% e il 14%. La sensazione è che Johnson ormai possa essere determinante più per gli altri che per se stesso: una condizione che comunque già di per sé rappresenta un successo. In una corsa ad ostacoli lunga ed imprevedibile, Gary è caduto ad Aleppo: e ora statene certi, non la dimenticherà mai più. (Dario D'Angelo)

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