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Elezioni Usa 2016/ Il malore di Hillary modifica l'agenda politica americana: Clinton può fare il Presidente? (oggi, 13 settembre 2016)

Elezioni Usa 2016: Hillary Clinton ha accusato un malore durante il memoriale di tributo alle vittime dell'11 settembre. Le sue condizioni di salute continuano a destare preoccupazione.

Hillary Clinton (Foto:Lapresse) Hillary Clinton (Foto:Lapresse)

ELEZIONI USA 2016: IL MALORE DI HILLARY MODIFICA L'AGENDA POLITICA AMERICANA, CLINTON PUÒ FARE IL PRESIDENTE? (OGGI, 13 SETTEMBRE) - Nonostante i candidati alla presidenza avessero deciso di sospendere le ostilità almeno in occasione del 15esimo anniversario dagli attacchi dell'11 settembre, la cronaca ha obbligato i media di tutto il mondo a parlare di Elezioni Usa 2016. Protagonista involontaria è stata Hillary Clinton, la candidata del partito Democratico che durante il memoriale di tributo alle vittime delle Torri Gemelle è stata costretta ad abbandonare la cerimonia a causa di un malore. Nelle immagini pubblicate su Twitter da un utente (clicca qui per vederle), si può notare chiaramente l'ex Segretario di Stato allontanarsi dal luogo della cerimonia in condizione molto precarie. Hillary fatica a reggersi in piedi, attende la macchina che la porterà a casa della figlia Chelsea (che abita a Madison Square, poco distante da Ground Zero) e intanto viene sorretta da un'assistente che sta ben attenta a non mollare la presa. Il cordone di guardie del corpo circonda Hillary per proteggerla dai flash dei fotografi e dai video dei normali cittadini, ma quando arriva il momento di salire sul van Clinton perde del tutto le forze e viene issata a braccio sulla macchina: impossibile nascondere la verità. Al di là delle speculazioni di Donald Trump, che in più di un'occasione aveva denunciato i problemi di salute della rivale, al di là delle insinuazioni di Rudy Giuliani, l'ex sindaco di New York che aveva invitato gli americani a cercare su Google per farsi un'idea delle precarie condizioni fisiche di Hillary, non possono più essere catalogate come accuse fuor di luogo quelle di chi sostiene che Clinton non abbia la forza per diventare Presidente degli Stati Uniti. La salute di Hillary da qualche giorno è quindi un tema centrale di questa campagna elettorale. Noi ne avevamo parlato già una ventina di giorni fa (cliccate qui per leggere l'articolo) soprattutto in relazione ad un video in cui la Clinton sembrava essere preda di una crisi epilettica. Ma ora che i casi di comportamenti anomali iniziano ad essere più di uno, per quanto la salute di un individuo sia un argomento che dovrebbe appartenere alla sfera privata della persona, chiunque ambisca a diventare il capo di stato della maggiore potenza mondiale non può tacere su un argomento di tale importanza. Come riportato da Usa Today, dopo aver sostato per circa 45 minuti nell'abitazione della figlia Chelsea ed essere uscita con le proprie gambe mettendo in mostra un sorriso smagliante, Hillary ha rassicurato i cronisti dicendo di sentirsi molto bene e subito dopo si è trasferita nella sua residenza di Chappaqua, New York. Qui è stata visitata da Lisa Bardack, suo medico personale, che ha attributo il malore al fatto che durante la cerimonia la Clinton fosse accaldata e disidratata. A questo bisogna aggiungere che lo staff di Hillary, alcune ore dopo, ha svelato che due giorni prima della cerimonia alla Clinton era stata diagnosticata una polmonite nel corso di una visita volta a valutare una tosse prolungata. A questo punto il regime di antibiotici a cui Hillary si è sottoposta nel tentativo di non arrestare la sua campagna elettorale potrebbe aver acuito la debolezza della candidata che comunque, a detta della dottoressa Bardack, già a poche ore dal malore si era reidratata e stava recuperando "molto bene". Il medico personale di Hillary, come riportato dalla Cnn, in un report rilasciato nel luglio dello scorso anno, aveva definito la Clinton come una donna di 67 anni che praticava uno stile di vita salutare; in più aveva aggiunto di non aver riscontrato rischi che la paziente contraesse malattie cardiovascolari o sviluppasse un cancro. Gli unici problemini di salute inseriti nel report erano una forma di ipotiroidismo e un'allergia stagionale al polline: niente da impedirle di correre per la Casa Bianca. Eppure, dopo le tante speculazioni fatte circolare dai suoi avversari su un'ipotetica malattia neurologica, la salute di Clinton torna al centro del dibattito politico americano. E mentre qualcuno avanza dei dubbi sul fatto che Hillary riesca a completare il proprio mandato in caso di vittoria e cerca di valutare se il profilo del vice-presidente Tim Kaine sia adatto a guidare il Paese in caso di morte prematura della Clinton, dall'altra c'è chi addirittura pensa che un ritiro della candidatura prima delle Elezioni Usa 2016 non sia un'ipotesi campata in aria. Sebbene cercare di immaginare uno scenario simile corrisponda (ad oggi) ad un esercizio di Fanta-Politica, l'ipotesi più percorribile data l'impossibilità di svolgere nuove Primarie, porterebbe ad una sostituzione di Hillary nel Partito Democratico con un candidato esperto e affidabile come Joe Biden, attuale vice-presidente di Barack Obama, o come il segretario di Stato in carica John Kerry. La domanda da porsi adesso è: cosa farà Trump? Secondo quanto riferiscono alla Cnn fonti della campagna del repubblicano, l'intenzione sarebbe quella di non commentare le condizioni di salute di Hillary. Una mossa saggia dal punto di vista strategico dal momento che in questi giorni le attenzioni della stampa sono già totalmente concentrate sullo stato fisico di Hillary. Mettere troppa carne al fuoco potrebbe rivelarsi controproducente per il tycoon, che dopo aver dato in pasto ai media insinuazioni di ogni tipo sulle condizioni della sua avversaria, adesso può restare a guardare Clinton tentare di mettere a tacere questa faccenda. Del resto sia Hillary che Trump non sono stati esempi di trasparenza dal punto di vista della loro storia clinica, con The Donald che in particolare si è limitato a diffondere una paginetta firmata dal suo medico, il Dr. Harold Bornstein, nella quale si può leggere che se vincesse Trump "sarebbe l'individuo più sano mai eletto alla presidenza". Concorderete che di scientifico c'è poco, soprattutto se rapportato con le relazioni presentate negli anni scorsi dai candidati alla Casa Bianca: John Mc Cain ad esempio (per fare il nome di un repubblicano) nel 2008 diffuse un report di mille pagine che attestava che era perfettamente in grado di diventare Presidente. Insomma, l'incertezza sullo stato di salute di Hillary Clinton e Donald Trump regna sovrana. Un altro ingrediente si aggiunge in un calderone che continua a ribollire da mesi: la miscela potrebbe essere esplosiva e chi si salverà sarà probabilmente il vincitore di queste Elezioni Usa 2016. (Dario D'Angelo)

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