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GEO-POLITICA/ Migranti, la nuova batosta per l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 21 settembre 2016

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I suoi amichetti dell'asse renano hanno deciso di portare via il pallone e che non si giocava più, ma la cosa grave è rendersi conto, con plateale e colpevole ritardo, che l'Italia dovrà fare da sola per il semplice fatto che l'Europa su questo tema se ne è sempre bellamente fregata e che gli Stati a noi confinanti hanno sigillato i confini, quindi chi è qui ce lo teniamo, ci piaccia o meno. E quando mi riferisco a Merkel e Hollande sto parlando di due politici al minimo storico di consenso, quindi riuscire a essersi fatto mettere nell'angolo rasenta davvero il capolavoro di dilettantismo. 

Anche la sparata contro il governatore della Bundesbank, relativamente ai derivati in pancia a Deutsche Bank, arriva fuori tempo massimo: ora come ora, l'Europa non ci garantirà alcuna cambiale in bianco, la flessibilità possiamo scordarcela. Andava presa di petto prima, la faccenda, quando c'erano ancora margini ma si pensava di poter essere trattati come pari da gente che verso gli italiani ha il complesso di superiorità stampato nel dna: adesso è tardi, adesso la Bce si trova costretta a tamponare troppe situazioni rischiose - in primis, proprio Deutsche Bank - e l'unica deroga che verrà concessa all'Italia è quella sulla gestione del caso Mps, per il resto il Fiscal compact che ora Renzi scopre essere una ghigliottina (ben svegliato), si abbatterà sui nostri conti pubblici come una mannaia. 

E tornando al tema migranti, che l'Italia, grazie al buonismo imperante misto a mercantilismo delle coop, sia il Bengodi di qualsiasi perdigiorno che arriva dall'altro capo del Mediterraneo, lo dicono i numeri. Se i dati sugli sbarchi segnano infatti arrivi sui livelli del 2015, segnali differenti arrivano dalle richieste di asilo. In forte crescita, anche da chi arriva da Paesi che non sono in guerra. A fare il punto, in un'audizione al comitato parlamentare Schengen, è stato il prefetto Angelo Trovato, presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo. 

Al 9 settembre erano 75.681 le richieste di asilo presentate e più di 14mila arrivavano da nigeriani, mentre circa 10mila da pakistani. Con un aumento, rispetto allo scorso anno, del 46%. Alla stessa data, ne sono state esaminate 63.334 dalle commissioni, che da collo di bottiglia segnano un incremento di produttività di circa il 50% sul 2015. Nel 2016, hanno respinto la richiesta di status di protezione in 37.011 casi, il 58% delle domande, a cui va aggiunto il 4% (2.359 casi) nei quali i richiedenti si sono resi irreperibili. Lo status di rifugiato nel 2016 è stato riconosciuto al 5% dei richiedenti, 3.183 persone. Altri 8.751 (il 14%) hanno ottenuto lo status di protezione sussidiaria, mentre 11.966 richiedenti (il 19%) hanno visto riconosciuto lo status di protezione umanitaria. 

C'è poi la questione dei ricorsi contro il diniego: da gennaio 2014, ha spiegato il prefetto, ne sono stati presentati 41mila, ma decisi appena 7mila. E spesso i giudici ribaltano l'esito, accogliendo i ricorsi "nel 60-65% dei casi". Evviva, avanti che c'è posto nel Paese dei fresconi. Mi spiace dirlo, ma stavolta l'errore è stato enorme e con un tasso di corresponsabilità da parte di tutte le forze politiche, Lega e Fratelli d'Italia a parte, vergognoso. Ma si sa, hanno altro da fare. Il Pd ha come unica priorità quella di salvarsi la ghirba dal referendum, mentre il presunto e sedicente centrodestra sta riorganizzandosi sotto la guida di Stefano Parisi, alla cui convention erano presenti veri e propri astri nascenti come Micchiché e Cicchitto. Ma tranquilli, Matteo Renzi ha detto che l'Italia si arrangerà e farà da sola: ovvero, farà come ha fatto finora. Pena. 



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