BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-POLITICA/ Migranti, la nuova batosta per l'Italia

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

È proprio vero, il tempo è galantuomo. O, se preferite, stando lungo la riva del fiume, di cadaveri se ne vedono passare davvero tanti. Non so se vi siete resi conto, ma nelle ultime ore tutti hanno scoperto l'emergenza migranti. Ma proprio tutti. Dal premier, che dopo essere stato ridicolizzato a Bratislava dai suoi amichetti Merkel e Hollande, quelli con cui pensava di poter giocare da pari grado dopo la pagliacciata di Ventotene, è andato a New York a dire che l'Italia farà da sola, senza spiegare come, fino all'ineffabile sindaco di Milano, il quale tra una casa non dichiarata e un'azienda all'estero che gli è sfuggita, è passato da Mahatma Gandhi di qualsiasi nullafacente arrivasse dal Corno d'Africa ad allarmato primo cittadino di una città che in molte sue zone è ridotta a campo profughi a cielo aperto. 

Ora, al netto che la mia autostima è sempre stata bassa, come spieghiamo il fatto che io stia mettendo in guardia da questa vera e propria invasione da mesi e dei politici di primo livello se ne accorgono solo quando ormai i buoi sono scappati dal recinto? C'è una parola semplice che lo spiega: malafede. Da un lato perché sono tante le cooperative vicine al Pd che con il business dei cosiddetti migranti si sono riempite le tasche e dall'altro perché occorre uniformarsi al rito boldriniano dell'accoglienza per tutti. Si accoglie chi ne ha titolo, non tutti. Stiamo svuotando Nigeria e Gambia, dove mi pare non ci sia alcuna guerra in corso: certo, c'è la fame, ma c'era anche dieci anni fa, non è che siamo passati da Svizzera d'Africa a inferno in terra senza passare dal via. 

Occorrerebbe, poi, cominciare anche a chiedere conto ai governi di quei Paesi su cosa fanno con i soldi delle cooperazione internazionale, visto che se anche non parliamo di cifre stratosferiche, siamo comunque nell'ordine dei miliardi, denari che in Paesi con quel costo della vita sarebbero in grado di garantire acqua potabile, scuole e servizi a tutti. Certo, se il satrapo in questione vive alla Mugabe e per garantirsi mazzette e rubinetti d'oro per il bidet, scarica il disagio interno inviandoci orde di ragazzoni nullafacenti con l'Ipod nelle orecchie e pretese sul menù, allora sarebbe il caso di dire al soggetto in questione che i soldi finiscono del tutto, che si arrangi e si prepari a finire sulla forca, perché quando dai poco ma levi anche quel poco, allora la gente un filino si irrita. E da quelle parti, il bon ton non è prioritario. 

Vi invito, per una questione di sano realismo, a mettere da parte il mito del buon selvaggio e il senso di colpa per il colonialismo, perché altrimenti qui entriamo nel vortice dell'autoflagellazione che piace tanto alla sinistra e, purtroppo, a una larga parte di cattolici. Noi, intesi come italiani, abbiamo certo avuto colpe gravi nel nostro passato in Africa, ma siamo tutto tranne che dei criminali come i britannici o i francesi, gente che davvero ha depredato: noi abbiamo fatto anche le scuole e le strade che utilizzano ancora adesso, quindi vediamo di usare un po' di sana prospettiva, trovandoci nell'anno di grazia 2016. Altrimenti si fa la figura che ha fatto Renzi, il quale pensa che gli italiani abbiano tutti l'anello al naso e non abbiano capito che la sua levata di scudi contro l'Europa è la mossa disperata di chi si è ritrovato all'angolo senza capire come sia accaduto. 


  PAG. SUCC. >