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ITALIANI RAPITI IN LIBIA/ Il militare: queste ore sono "peggio" del rapimento

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Il governo di Tripoli non riesce a controllare nemmeno il tratto di costa che da un punto di vista stradale è legato alla capitale. Non ha quindi assolutamente le forze per sorvegliare il profondo sud, dove si muovono con agilità soltanto i Tuareg e i Chebù. E’ già tanto che sia in grado di gestire l’aeroporto di Ghat, ma ciò ha un significato relativo. Sicuramente però non ha forze per controllare un territorio così vasto, e questo è il vero problema.

 

Quali sono gli errori da evitare in questo momento?

Il primo errore da evitare è quello di rullare troppo i tamburi, in quanto le autorità che sono impegnate devono poter operare in un clima sereno. La nostra tv e la radio, ma in qualche modo anche la carta stampata, arrivano in Libia. Occorre quindi evitare di veicolare messaggi che possano complicare la situazione. Lo ripeto a scanso di equivoci, chi sta operando ha bisogno di tranquillità e di un ambiente il più sereno possibile. E’ molto difficile, ma questa è la prima cosa da fare. La giusta attenzione nei confronti di questo evento non deve provocare delle reazioni da parte delle mille realtà libiche che noi non siamo nelle condizioni di controllare.

 

Questo cosa significa, in concreto?

Che dobbiamo fare attenzione ai messaggi che mandiamo, perché potrebbe esserci sempre una fazione che utilizza quello che noi diciamo o scriviamo contro di noi. Ognuna di queste realtà ha degli obiettivi diversi e un approccio completamente differente nei confronti del nostro Paese. Dobbiamo quindi attenerci a una grandissima prudenza, soprattutto nell’interesse dei due rapiti che chiaramente in questo momento stanno rischiando tutto.

 

(Pietro Vernizzi)

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