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CAOS SIRIA/ Samir: pace impossibile se gli Usa continuano ad armare l'Isis

Per SAMIR KHALIL SAMIR, se si rovescia il regime di Assad, la conseguenza non può che essere l’instaurazione di un regime sunnita, radicale e islamista. Peggiore del suo

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Gli scontri nella zona di Aleppo sono ripresi con grande intensità, tanto che il Centro di documentazione delle violazioni in Siria ha contato 51 vittime civili in due giorni, tra cui due minori e una donna. Save the Children ha reso noto che circa la metà dei feriti che sta medicando nella zona orientale di Aleppo sono bambini. Intanto il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha affermato che in questo momento non ha senso tenere un summit sulla Siria. Ne abbiamo parlato con padre Samir Khalil Samir, gesuita egiziano e uno dei massimi studiosi al mondo dell'islam.

 

Perché la tregua in Siria è durata solo pochi giorni?

Il conflitto che viviamo da cinque anni nasce da uno scontro tra i sunniti, che rappresentano l'85 per cento dei musulmani, e gli sciiti, il restante 15 per cento. Dietro ai sunniti ci sono i Paesi petroliferi che hanno le risorse per acquistare le armi e pagare i terroristi, in particolare l'Arabia Saudita e il Qatar. Il nome stesso dell'Isis (Islamic State of Iraq and Syria) indica la volontà di costruire il califfato distruggendo la struttura di Iraq e Siria. 

 

Da dove nasce questa volontà?

Il motivo è che questi due Paesi sono guidati da presidenti sciiti. Gli alawiti sono infatti un ramo dello sciismo. Una maggioranza relativa della popolazione irakena si è espressa a favore di un governo sciita, il quale, come in precedenza i sunniti, ha assegnato le cariche più importanti a persone della loro stessa fede. Dopo essere stati per molto tempo al governo pur non rappresentando la maggioranza assoluta, i sunniti vedendosi estromessi hanno reagito. L'Isis è una creazione sunnita, in primo luogo contro gli sciiti, ma anche contro tutte le persone che non sono sunnite. A sostenerla sono essenzialmente i Paesi del Golfo, in particolare l'Arabia Saudita, che è il primo fornitori di armi (provenienti dagli Stati Uniti) ai terroristi di Isis.

 

Per l'inviato dell'Onu, Staffan De Mistura, il vero punto dirimente è che Assad rifiuta la no fly zone. Perché?

In primo luogo bisognerebbe verificare tutte le affermazioni che si leggono sul piano politico, perché chi le fa spesso ha uno scopo determinato. Per esempio si è affermato che la scorsa settimana il governo di Assad avrebbe utilizzato le bombe chimiche contro la popolazione. Secondo altre relazioni però ciò non è vero, anzi sono stati i terroristi ad averlo fatto. Ci vuole un po' di tempo prima di giungere a qualsiasi conclusione.

 

Eppure si era trovato l'accordo per la tregua…


COMMENTI
27/09/2016 - Grazie Padre Samir (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie "Sussidiario" per l'intervista a Padre Samir che dice la verità a proposito di chi porta la responsabilità principe del martirio siriano: gli USA del "realista" Obama, alleato di ferro dell'Arabia Saudita. Cioè la nemica giurata degli sciiti. E la madre di tutto lo jiahdismo che infesta l'Islam sunnita (ovunque la setta Wahabita degli Assolutistici Re Saud ha potuto estendere la sua potente influenza, basata sulla stratosferica ricchezza in petrodollari). Assad è un dittatore che ha le caratteristiche descritte da Padre Samir (non quelle dette da De Haro). Suscita l'odio dei Sauditi non solo perché è sciita, ma anche perchè è un dittatore che lascia campare tutte le minoranze, cristiani compresi. Contrariamente a quanto scrive Fernando De Haro, Obama è un "realista" che continua la ferrea alleanza avviata settanta anni fa con i Saud dell'Arabia Saudita da Roosevelt. Obama li ha imbottiti di armi ancor più dei suoi predecessori, e sa benissimo a cosa servono ai Saud, i genitori dell'ISIS, grazie ai quali tutti gli jiahdisti di qualunque parrocchia stanno robustamente in piedi. Si parla di una Russia guerrafondaia, come responsabile ancor più grande, agli occhi di De Haro, del martirio siriano. Quei Russi dal testosterone sballato, che sono tornati in possesso della Crimea... che russa è sempre stata. Salvo per il gentile cadeau che Nikita Kruscev ne fece all'Ucraina, ma negli anni dell'URSS! (Con la spinta degli USA, oggi l'Ucraina è anti Russia...).