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CLINTON vs TRUMP/ Il dilemma che può bloccare (o far vincere) "The Donald"

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Trump vs Clinton, convenevoli ipocrisie (LaPresse)  Trump vs Clinton, convenevoli ipocrisie (LaPresse)

Detto ciò (e fermo restando che il risultato presidenziale è ancora incerto), non si può non sottolineare — alcuni hanno già cominciato a farlo — il dilemma che rischia di schiacciare Donald Trump. Se continua a presentarsi nel modo, che direi ansiosamente composto, di lunedì sera — proiettando l'immagine del "Maestro Costruttore" (Master Builder) — rischia di perdere la base popolare che l'ha proiettato in avanti durante il corso dell'anno passato, ma può garantirsi il rispetto di un ulteriore numero di produttori decisi e decisivi, essenziali per lo sviluppo del paese (ho prelevato un'espressione che mi sembra appropriata: Master Builder è il titolo inglese — preferibile a quello letterale italiano, Il costruttore Solness — del grande dramma di Henrik Ibsen del 1892).

Se Trump invece torna all'espressionismo scatenato delle sue origini — e insomma ritrova il coraggio, o la sfrontatezza, di presentarsi come un palazzinaro d'assalto, non privo  d'intelligenza e con un forte senso dell'umorismo — allora recupera le vecchie lealtà ma rischia di perdere i disertori dall'esercito della correttezza politica (comprese le disertore dal femminismo) che aveva saputo nel frattempo conquistarsi. La Clinton non ha questo dilemma, dunque è ancora la più vicina alla presidenza: le basta infatti continuare a recitare le sue liste di cifre e a godere delle sue rendite ideologiche.

Ma un dibattito è fatto anche di linguaggio, non solo di contenuti; e non bisogna mai dimenticare la grande creatività neologistica della lingua inglese (alla barba del purismo): come quando Trump ha usato un paio di volte l'avverbio bigly per dire "alla grande". Nel complesso, però, debbo confessare che mi sono mancati certi graffi. Ho contato, se non sbaglio, solo due momenti minimamente vivaci. Quando la Clinton ha detto (lodevolmente) "Mi scuso" a proposito dei famosi messaggi elettronici sviati, Trump ha interloquito: "E qui hai detto giusto"; e nel momento in cui la candidata ha tentato una battuta (incautamente, in presenza di un artista in questo genere) esclamando con un sorriso: "Di questo passo, finirò con l'essere accusata di tutto quello che è andato storto!", Trump non ha perso un secondo per rilanciare con faccia di bronzo: "E perché no?". E' stato l'unico momento (era ora!) in cui il pubblico è scoppiato a ridere.

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