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JIHAD/ Boko Haram si spacca in tre: cosa cambia per i cristiani?

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Manifestazione per le studentesse rapite da Boko Haram (LaPresse)  Manifestazione per le studentesse rapite da Boko Haram (LaPresse)

L'adesione ufficiale è annunciata però solo nel 2015, sembra a causa di dubbi dell'Isis sia sul l'estremismo di Shekau sia sulle sue pretese di leadership mondiale, che ne fanno un rivale del califfo al-Baghdadi. In effetti, la relazione fra Boko Haram (fazione Shekau) e Isis è durata solo dal marzo 2015 all'agosto 2016, quando l'Isis ha destituito Shekau e messo al suo posto al-Barnawi. Quest'ultimo si è affrettato a dichiarare che uccidere civili musulmani sunniti che non manifestino apertamente ostilità al califfato non è lecita, anche se la questione è controversa all'interno dell'Isis e Caillet ricorda le posizioni simili a quelle di Shekau di Abu Omar al-Koweiti, alleato dell'Isis in Siria prima di essere giustiziato per estremismo dallo stesso Isis nel 2014.

Shekau però non ha accettato la destituzione, con il risultato che al momento in Nigeria ci sono tre Boko Haram: il gruppo maggioritario di al-Barnawi, che aderisce all'Isis; Ansaru, che fa parte di al-Qa'ida; e la fazione indipendente ed estremista di Shekau. È un mondo dove tutto è provvisorio e i nemici di oggi potranno allearsi di nuovo domani. La frammentazione, e conseguente indebolimento, di Boko Haram dovrebbe essere una buona notizia per i cristiani nigeriani. Ma anche no: perché le varie fazioni potrebbero gareggiare a colpi di attentati per mostrare che esistono e sono potenti. 



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