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JIHAD/ Boko Haram si spacca in tre: cosa cambia per i cristiani?

Pubblicazione:martedì 6 settembre 2016

Manifestazione per le studentesse rapite da Boko Haram (LaPresse) Manifestazione per le studentesse rapite da Boko Haram (LaPresse)

Nei giorni scorsi è stata annunciata la "destituzione" di Abu Bakr Shekau, il leader di Boko Haram, il movimento terroristico nigeriano noto per i rapimenti di giovani cristiane e per le stragi nelle chiese che hanno portato alla morte di circa novemila cristiani degli ultimi dieci anni. Boko Haram, si è letto, si considera ormai parte del califfato dell'Isis e il califfo al-Baghdadi, disturbato da alcune tesi di Shekau, ha deciso di destituirlo e di sostituirlo con Abu Mus'ab al-Barnawi. In realtà, come rivela un eccellente studio dello storico Roman Caillet pubblicato dal centro svizzero Religioscope, le cose sono più complicate, e Boko Haram appare spaccato in tre organizzazioni diverse, tutte peraltro capaci di nuocere e di riconquistare quelle posizioni che l'esercito nigeriano aveva strappato ai terroristi negli anni scorsi. 

Ricordiamo anzitutto che cosa significa "Boko Haram". La parola "haram", contrapposta a "halal", indica nell'islam qualche cosa che è impuro e illecito. "Boko" in Nigeria è originariamente un attributo dispregiativo, che significa "truffaldino", dell'alfabeto latino, che i colonizzatori inglesi cercarono d'imporre al posto di quello arabo, ma per estensione comprende la cultura, l'educazione e le idee occidentali, cristianesimo compreso. Tutto questo è dichiarato illecito da Boko Haram — che, come spesso accade, non è nato con questo nome, ma quando gli è stato applicato dai media nigeriani non lo ha rifiutato — e votato alla distruzione. Pur non rifuggendo dalla violenza, il movimento originariamente fondato dall'influente imam Muhammad Yusuf (1967-2009) non era un'organizzazione terroristica né aveva un vero e proprio esercito con l'aspirazione a controllare porzioni di territorio nigeriano e a colpire anche i Paesi confinanti. Queste trasformazioni fanno seguito all'assassinio di Yusuf in un carcere nigeriano nel 2009 e all'ascesa di Shekau, riconosciuto come leader del gruppo nel 2010. 

Shekau però è un estremista, il quale considera lecito uccidere i musulmani sunniti che non si ribellano a un governo "apostata" come quello nigeriano. Boko Haram attacca soprattutto i cristiani ma distrugge anche qualche moschea favorevole al governo. Questo provoca nel 2012 lo scisma di una parte di Boko Haram detta Ansaru, che aderisce ad al-Qa'ida, la quale — paradossalmente — ha una linea più moderata quanto alla liceità di uccidere musulmani e attaccare moschee sunnite. La spaccatura riproduce quella in Iraq fra al-Qa'ida e Isis. Infatti, quando nel 2014 l'Isis in Iraq si separa da al-Qa'ida, il gruppo maggioritario di Boko Haram, guidato da Shekau, aderisce all'Isis.


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