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MURO DI CALAIS/ Frattini: gli inglesi e la Merkel hanno isolato l'Italia

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Tafferugli a Calais, in Francia (LaPresse)  Tafferugli a Calais, in Francia (LaPresse)

No. L’Ue è stata completamente nulla nel moltiplicare gli accordi di riammissione con i Paesi d’origine e di transito. Ancora una volta la Merkel parla di accordi con Libia, Tunisia ed Egitto. Di fatto però questi accordi, che sono stati stipulati dall’Italia come Stato nazionale, sono resi non funzionanti per il fatto che manca la ratifica europea.

 

Il milione di profughi presenti in Turchia è un’arma nelle mani di Erdogan. Come disinnescarla?

Noi la dovremmo disinnescare in primo luogo rispettando gli accordi europei. Qualche mese fa il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha ammesso che dei 5 miliardi di euro promessi a Erdogan ne sono stati erogati solo poche briciole. Inoltre non possiamo bacchettare la Turchia ogni giorno per ogni sorta di problemi e nel contempo volere che ci tenga fermi i rifugiati. E’ necessario quindi concedere i visti liberalizzati, perché quando si firma un accordo poi va rispettato.

 

Anche dopo la repressione del colpo di Stato da parte di Erdogan?

Neanche a me piace vedere i giornalisti turchi incarcerati. Ma nel prossimo vertice di Bratislava i capi di governo dovranno stabilire se la Turchia sia ancora un partner dell’Ue. Se ritengono che sia un partner e nello stesso tempo si bloccano i negoziati per l’adesione, conoscendo Erdogan questa cosa durerà poco. Prima o poi la bomba a orologeria dei migranti comincerà a ticchettare.

 

Intanto l’Italia sta accogliendo i profughi che arrivano via mare. Quali alternative avremmo?

Abbiamo solo due alternative. La prima è chiarire se sia stato stracciato o meno l’accordo preso dai capi di governo sulla distribuzione dei migranti e dei rifugiati tra i Paesi che hanno attuato pienamente gli hotspot per l’identificazione. Il nostro governo infatti ha completato gli hotspot al 100 per cento, ma la redistribuzione non è partita. Se l’accordo non è stato stracciato, l’Ue deve ridistribuire i profughi che arrivano in Italia tra i vari Paesi membri.

 

Qual è la seconda alternativa?

Dieci anni fa ho lavorato su una proposta che poi è stata bocciata dal Parlamento Ue, perché ritenne che non era compatibile con i diritti umani, mentre nella realtà è esattamente il contrario. La mia idea consiste nell’affidare all’agenzia per i rifugiati dell’Onu la creazione di centri di identificazione nei Paesi di transito quali Libia e Tunisia. L’obiettivo sarebbe quello di stabilire chi può aspirare allo stato di rifugiato e chi no prima che questi disperati siano partiti.

 

(Pietro Vernizzi)



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