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DOSSIER TRUMP/ Putin, mafia russa e affari sporchi: è peggio dell'impeachment di Nixon

Le agenzie di intelligence hanno in mano documenti sulla possibile connessione tra Donald Trump e Putin, spiega MASSIMO TEDORI. Il neopresidente rischia di essere delegittimato

Donald Trump con Mike Pence (LaPresse) Donald Trump con Mike Pence (LaPresse)

Non si scherza con il codice etico della politica americana. Secondo Massimo Teodori, ex politico e docente di storia americana, Donald Trump è un presidente a rischio: "Per quanto riguarda l'hackeraggio, lo stesso Trump ha riconosciuto che è stato fatto e che è opera dei russi. Adesso quello che bisogna scoprire è se si sia trattato di una manovra personale di Putin per gettare scompiglio nella politica americana o se effettivamente il neo presidente era al corrente di questa operazione". E' inaccettabile per gli Stati Uniti che un proprio presidente mantenga rapporti nascosti con una potenza straniera, ha detto ancora Teodori al sussidiario, specie se è il nemico storico degli Stati Uniti. "Nel dossier in mano al congresso non c'è solo questo, ci sono anche presunti rapporti di Trump con settori della mafia russa, la stessa che Putin tollera e appoggia". Si arriverà all'impeachment? "Nixon ci è arrivato per molto meno" dice Teodori.

 

Professore, non le sembra che sia in atto una vera opera di delegittimazione di Trump? E' mai successo qualcosa di analogo nella storia americana?

Le notizie che stanno uscendo in questi giorni erano già ampiamente state diffuse durante la campagna elettorale, per cui un giudizio negativo c'era già su Trump, non c'è bisogno adesso di delegittimarlo. Si tratta di accuse precise che hanno movimentato quella che è stata una delle campagne elettorali più aspre e combattute degli ultimi decenni.

 

Quindi secondo lei non è in atto una campagna per minare da subito la nuova presidenza?

Al momento sappiamo che proprio per la difficoltà di controllare e verificare le fonti di questo materiale, un giornale come il New York Times si è rifiutato di pubblicare alcunché, solo la Cnn e alcuni media minori lo hanno fatto.

 

Bisogna però distinguere di cosa parliamo: c'è un dossier a base di presunti festini e orge negli alberghi di Mosca e un altro sull'hackeraggio. Qual è il peso complessivo di tutto questo?

Il dossier relativo alla spia inglese sui presunti festini conta poco, pochissimo, è la cosa minore. Quello che conta oltre all'hackeraggio sono i suoi presunti rapporti di affari con la Russia e con altri dittatori di stati non proprio democratici e soprattutto con una certa criminalità russa tollerata dallo stesso Putin.

 

Uno scenario inquietante. Come si sta lavorando su questa mole di informazioni? Chi deve prendere decisioni concrete?

Il dossier è in mano al presidente uscente Obama, a Trump e soprattutto al Congresso. Inizierà una lunga serie di controlli e se poi risulterà qualcosa di reale in merito alle accuse, saranno le istituzioni a prendere provvedimenti.

 

Sappiamo però tutti che Mosca ha sempre spiato Washington e, ovviamente, viceversa, anche dopo la caduta del Muro. Lei non ritiene che Putin abbia fatto tutto questo di sua iniziativa?


COMMENTI
13/01/2017 - Brutto risveglio (ALBERTO DELLISANTI)

L'intervista è "bella". L'ha fatta Vites. Le risposte di un Massimo Teodori sono preoccupanti. Un brutto risveglio dopo una giornata appena trascorsa in cui fruire dei contributi di profonda intelligenza e conoscenza del Prof Paolo Valesio. Teodori, fin dal tempo del suo co fondare il Partito Radicale, è filo americano (e anti Russia in abbarbicata radice) un americanista più americanista di un Henry Kissinger d'antan. Certo Teodori non capisce, si guarda bene dal condividere il pensiero maturo, penetrante, del fu Segretario di Stato Americano (in anni ruggenti della guerra fredda). La gioia con la quale Teodori accoglie la trama che si va dispiegando in USA, ad opera dell'obamismo e del clintonismo, speriamo non sia un segno premonitore di un colpo di Stato. Alla Kennedy. O alla simil Nixon. Sottolineo "simil", perché la questione Nixon fu altra cosa. E l'eventuale riuscita di un impechement di Trump sarebbe un colpo di Stato.