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MALATI TERMINALI/ California, eutanasia: invece delle cure le offrono farmaci per suicidarsi

L'introduzione della legge sull'eutanasia in California ha visto crescere l'offerta di farmaci per il suicidio a discapito delle cure mediche epr motivi economici

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Da meno di un anno la California ha approvato una legge che permette il suicidio assistito in caso di malattie terminali. Secondo la testimonianza rilasciata da Stephanie Packer, una donna madre di quattro figli e considerata malata terminale da circa quattro anni, quello che però lo stato fa è incoraggiare i suicidi invece di provvedere ai trattamenti sanitari. Lo ha raccontato in una intervista rilasciata al sito Orange County Catholic, in cui dice di essersi rivolta ai responsabili medici chiedendo un trattamento sanitario per la sua condizione con un nuovo farmaco di cui era a conoscenza, ma che è stata rinviata a discuterne con il rappresentante medico della sua assicurazione. Il quale le ha detto che l'assicurazione non avrebbe approvato le cure, ma erano disposti a pagarle farmaci a poco prezzo per porre fine alla sua vita. La donna ha sollevato il caso pubblicamente e così facendo è riuscita a ottenere la copertura delle spese mediche dall'assicurazione. Questo perché i farmaci mortali sono meno costosi di una cura sanitaria.  Secondo il giornale la sua è una storia comune: negli stati dove la prescrizione per il suicidio è legale alle persone malate vengono negate le cure e offerto invece il suicidio assistito. Nel dettaglio la legge californiana non richiede la presenza di un medico al momento in cui si prendono i farmaci mortali e non è richiesto neanche un esame di tipo psicologico per il paziente. 

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