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DALLA CINA/ Sisci: per Pechino l'Italia non è più un paese serio

Sergio Mattarella con il presidente cinese Xi Jinping (LaPresse) Sergio Mattarella con il presidente cinese Xi Jinping (LaPresse)

Questa vicenda è una macchia oscura e pesante tra i due paesi che non può semplicemente essere nascosta sotto il tappeto. Oltre alle eventuali responsabilità penali è significativo che la sentenza sia stata resa nota in coincidenza con la visita di Mattarella. Segno oggettivo che alcuni in Italia pensano che con la Cina ci siano molti problemi irrisolti. La comunità cinese in Italia deve essere integrata e deve integrarsi. In questo la comunità di Milano mi pare senz'altro all'avanguardia, un collante sempre più forte e importante tra Italia e Cina. Ma ci sono frange più o meno ampie che ancora operano in zone grigie se non completamente illegali, macchiando l'immagine non solo degli altri sino-italiani ma anche della Cina stessa. E poi c'è il passato che va risolto. 4,6 miliardi di euro portati illegalmente in Cina, senza avere pagato le tasse in Italia e provenienti da attività forse illecite sono una cosa che se non affrontata bene e di petto poi può minare i rapporti bilaterali al di là di ogni visita politica. 

 

Che cosa preoccupa di più la Cina della situazione italiana?

L'incertezza politica e la mancanza di programmazione a lungo termine. Gli italiani sono stati da quarant'anni i primi ad aprire strade che poi non hanno seguito, anzi hanno abbandonato lasciando che le percorressero altri. Questo per la Cina, e anche per l'Italia, ha significato un enorme spreco di risorse e un danno di lungo periodo. Siamo considerati simpatici, ma non da prendere seriamente.

 

L'Italia è il quinto partner commerciale della Cina nell'Unione Europea.

Significa che nel corso degli ultimi anni è via via scesa in relazione ai progressi di altri paesi dell'Unione. Questo per due motivi principali. E' mancata una programmazione di lungo termine, mentre la Cina ha bisogno proprio di questo. In secondo luogo perché la politica italiana è stata distratta o ha cercato risultati immediati, gol al novantesimo minuto. 

 

Invece?

Per entrare in Cina occorre una preparazione e una lungimiranza da maratoneti, non da scattisti. 

 

L'ex premier Renzi ha fatto una visita in Cina nel corso del suo mandato. Con quali successi o sviluppi?

Anche in quel caso è stata una visita utile, perché ha dato un segnale di interesse dell'Italia per la Cina. Purtroppo però è stato costruito un programma che, insieme a dichiarazioni di interesse cinese per iniziative molto importanti in Italia, è rimasto inevaso, probabilmente travolto dalle mille dinamiche interne. Resta che, specialmente per paesi medi come l'Italia, la politica interna si può e forse si deve costruire partendo dalla politica estera. Questa dinamica finora mi sembra sia mancata in Italia, sia verso la Cina che verso tutta l'Asia, patria dello sviluppo economico e politico futuro.

 

In altri termini, ricominciamo sempre da capo.