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Esteri

Giappone, 126 morti nelle alluvioni: migliaia di sfollati/ Ultime notizie video: rischio frane preoccupante

Alluvione in Giappone: salgono ad oltre 100 le vittime del maltempo, almeno 50 i dispersi. Il premier Shinzo Abe sospende gli impegni per recarsi nelle zone colpite.

Alluvione in Giappone (Foto Twitter)Alluvione in Giappone (Foto Twitter)

Si parla ancora dell'alluvione in Giappone che ha portato delle conseguenze impossibili da accettare. Sono infatti oltre cento le vittime e almeno la metà i dispersi. Ci troviamo di fronte a un evento con pochissimi precedenti e il rischio che le cose possano andare ancora peggio. Come spiega Quotidiano.net infatti ora il rischio più grande sono le frane. Le pioggie infatti che hanno creato inondazioni a Hiroshima, Okayama e Kyoto hanno portato già a piccole frane e potrebbero essercene anche altre. L'agenzia Meteorologica Giapponese ha messo in piedi uno stato d'allarme nel quale spiega quali sono le raccomandazioni principali da seguire. Intanto il Premier Shinzo Abe ha annullato il viaggio che avrebbe dovuto fare tra Arabia Saudita, Belgio, Egitto e Francia per dare una mano e prestarsi ai soccorsi, cercando di dare delle coordinate anche a chi si muove sui luoghi dell'emergenza. (agg. di Matteo Fantozzi)

IL PENSIERO DI GIUSEPPE CONTE

L'alluvione che ha colpito il Giappone è stato sicuramente terribile e ha spaventato tutto il mondo visto i numeri che sono arrivati. Sono oltre cento le vittime del maltempo, con almeno cinquanta persone disperse. E' arrivato oggi anche un messaggio importante da parte del Premier Giuseppe Conte che ha voluto sottolineare: "Profonda solidarietà al Primo Ministro del Giappone Abe Shinzo e a tutto il suo popolo, impegnato in queste ore contro piogge torrenziali che stanno funestando il paese. Cordoglio per le vittime e dispersi, l'Italia è al fianco del Giappone ed è pronta a prestare tutto l'aiuto necessario", clicca qui per il tweet e per i commenti dei follower. Di sicuro ci troviamo di fronte a una situazione molto delicata. Staremo a vedere quello che ci diranno i prossimi giorni, ma di certo ci troviamo di fronte a una situazione veramente molto complessa che speriamo si possa risolvere nel miglior modo possibile. (agg. di Matteo Fantozzi)

ABE RINVIA TRATTATO CON UE

I morti salgono a 126 e gli sfollati sono nell’ordine delle centinaia di migliaia: le alluvioni che hanno disastrato il Giappone sono «il peggior disastro ambientale dal 1983», ovviamente esclusa la tragedia nucleare di Fukushima. Circa 23.000 persone sono attualmente alloggiate nei centri di evacuazione predisposti dall'Agenzia per la gestione degli incendi e dei disastri, ha fatto sapere il Primo Ministro Abe che nei prossimi giorni avrebbe dovuto firmare a Tokyo il trattato con l’Unione Europea sull’accordo rafforzato di libero scambio sulle merci. Secondo fonti ufficiali di Bruxelles il trattato verrà firmato il prossimo 17 luglio sempre nella capitale giapponese per permettere tutti gli sforzi e i migliori soccorsi possibili alle tantissime persone in difficoltà senza case, elettricità e viveri di prima necessità. «L'Ue è pronta ad aiutare e fornire assistenza al Giappone e sta al suo fianco in piena solidarietà in questo momento difficile», ha fatto sapere il Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Junker. (agg. di Niccolò Magnani)

PREGHIERA DEL PAPA PER IL GIAPPONE

Papa Francesco ha scritto al Premier Abe e a tutto il Paese giapponese per una speciale preghiera dopo questi giorni terribili fra inondazioni, alluvioni e purtroppo continui aggiornamenti sui bollettini delle vittime: in un telegramma a firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice esprime profondo cordoglio per i morti nei nubifragi che stanno devastando il Giappone. «Profondamente addolorato per la notizia della perdita di vite umane e di feriti causati dalle gravi inondazioni in seguito alle forti piogge in Giappone, Sua Santità Papa Francesco esprime una sincera solidarietà a tutte le persone colpite da questa tragedia», sostiene Papa Francesco che poi aggiunge un suo personale contributo di sostegno a distanza, «Sua Santità prega specialmente per il riposo dei defunti, la guarigione dei feriti e la consolazione di tutti coloro che soffrono». Francesco a fine telegramma incoraggia tutte le autorità civili e le persone coinvolte nelle attività ricerca e soccorso ad assistere a pieno regime le vittime di questo disastro e le famiglie rimaste senza casa e senza amici o parenti. «Su tutti invoco abbondanti benedizioni» conclude il Santo Padre. (agg. di Niccolò Magnani)

PREOCCUPA IL RISCHIO FRANE

Continua ad aggiornarsi drammaticamente il bilancio delle vittime dell'alluvione che sta sferzando il Giappone: salgono infatti a 112 i morti accertati e a più di 80 il numero dei dispersi, la maggior parte dei quali nella zona di Hiroshima. Cifre che rendono di fatto questa catastrofe naturale l'episodio più grave degli ultimi decenni almeno in quanto a numero di vittime, pur includendo i disastri generati dai potenti tifoni che durante la stagione delle piogge si abbattono sul Giappone con regolarità. Nonostante nelle ultime ore si sia verificata un'interruzione delle precipitazioni, l'Agenzia meteorologica nazionale ha avvertito del rischio di nuove frane e smottamenti. Rispetto al viaggio annullato da Abe a Bruxelles per siglare una partnership economica tra Giappone ed Unione Europea è intervenuto anche il portavoce del premier nipponico:"Stiamo studiando le possibilità di firmarlo il prima possibile", ha detto. (agg. di Dario D'Angelo)

ABE SUL POSTO, I DANNI

Un bilancio nefasto, quello che continua ad emergere in seguito alle alluvioni che hanno colpito il Giappone nelle ultime ore. Mentre il numero delle vittime resta superiore a 100, aumenta quello dei dispersi, che da 50 sarebbero passati a 70, secondo le ultime novità fornite da TgLa7. Intanto iniziano anche a contarsi i primi danni causati dalle piogge torrenziali violente che hanno devastato intere regioni tra cui quella del Kansai e del Kyushu, nella zona centro occidentale del Paese. Oltre alle strade allagate, sarebbero numerose anche le abitazioni distrutte così come i disagi alla linea ferroviaria del Giappone. Il premier Shinzo Abe non ha nascosto l'emergenza in atto e ha così annullato tutti i prossimi impegni che lo avrebbero tenuto impegnato nei prossimi giorni in Europa e non solo. La sua priorità restano le popolazioni colpite dall'alluvione e alle quali farà presto visita. Intanto, a causa del forte maltempo molte case automobilistiche hanno deciso di interrompere la produzione dei veicoli, almeno per i prossimi giorni, anche per la sicurezza dei propri dipendenti. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ABE ANNULLA VIAGGIO, "ESTREMO PERICOLO"

Un bilancio di 110 morti basta da solo per definire la portata dell'alluvione che sta mettendo in ginocchio il Giappone. Ma ci sono altri numeri che rendono evidente lo sforzo che le autorità nipponiche stanno mettendo in atto nel tentativo di porre un argine allo sfacelo che la natura sta compiendo in un'area così estesa da portare all'evacuazione di 5,9 milioni residenti in 19 prefetture, con 30mila persone costrette a pernottare nei centri di accoglienza a partire da ieri. Nei soccorsi, tra forze di difesa e sicurezza, vigili del fuoco e altri agenti, sono impegnate circa 50mila persone. Nel frattempo il primo ministro Shinzo Abe ha deciso di annullare il viaggio che avrebbe dovuto portarlo in Francia, Belgio, Arabia Saudita ed Egitto per restare alla guida dei soccorsi. Come riportato da Il Post, l'Agenzia meteorologica giapponese ha definito la situazione di "pericolo estremo". (agg. di Dario D'Angelo)

SHINZO ABE, "CORSA CONTRO IL TEMPO"

L'ondata di maltempo che si è abbattuta sul Giappone ha messo il Paese letteralmente in ginocchio a causa delle inondazioni provocate dalle alluvioni. Il bilancio delle vittime, da ieri, è aumentato drasticamente raggiungendo (e superando) già i 100 morti accertati, come riferito da fonti governative. Sono ancora numerosi però i dispersi - si parla di almeno 50 - e le operazioni di soccorso procedono spedite nonostante le difficoltà causate dalle piogge torrenziali che negli ultimi giorni hanno travolto le regioni del Kansai e del Kyushu. Si tratta comunque di un bilancio non definitivo e destinato a peggiorare nelle prossime ore. I soccorritori, come spiega Sky Tg24, lavorano costantemente notte e giorno seguendo il consiglio del premier Shinzo Abe che ha parlato di vera "corsa contro il tempo". Lo stesso primo ministro ha cancellato tutti i suoi impegni in Europa ed in Medioriente previsti nei prossimi giorni per seguire da vicino l'evolversi della situazione e fare visita alle zone maggiormente colpite dalle alluvioni. Non sarà presente quindi a Bruxelles il prossimo mercoledì 11 luglio in occasione della firma dei due accordi di partnership con l'Unione Europea. Intanto, nelle operazioni di soccorso in atto sarebbero impegnati oltre 54mila persone tra poliziotti, soldati e pompieri, anche con l'ausilio di 41 elicotteri. Secondo il Japan Time sono quasi 6 milioni le persone fatte evacuare in 19 prefetture, mentre altre 30mila si trovano attualmente nei centri di soccorso.

BLOCCATA PRODUZIONE NELLE FABBRICHE DI AUTOMOBILI

La prefettura di Okayama è una delle aree maggiormente colpita dall'alluvione che negli ultimi giorni si è abbattuta in Giappone e nella quale oltre mille persone sono rimaste bloccate sui tetti dei palazzi prima di essere recuperate dai soccorsi. Migliaia le case colpite dalle inondazioni anche nel distretto di Mabicho. Ad essere colpite duramente sono state anche molte attività industriali costrette a bloccare le produzioni. Si tratta principalmente di aziende del settore automobilistico che operano nella zona. Come spiega Repubblica.it, i dirigenti della Daihatsu hanno deciso lo stop nelle catene di assemblaggio dei veicoli in quattro prefetture tra cui Kyoto e Osaka per via delle difficoltà di reperimento dei pezzi di ricambio. Stessa decisione presa dai dirigenti della Mazda con lo stop delle produzioni negli stabilimenti delle prefetture di Hiroshima e Yamaguchi almeno fino alla giornata di domani. Le alluvioni hanno inevitabilmente portato al blocco delle arterie stradali e ferroviarie con conseguenti difficoltà per gli stessi lavoratori a raggiungere i vari posti di lavoro. Aspetto di cui le aziende hanno tenuto conto, agendo anche per la propria sicurezza.

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