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Esteri

SALVADOR ALLENDE, CHI ERA IL PRESIDENTE DEL CILE MORTO NEL GOLPE/ L'altro 11 settembre di Pinochet

Salvador Allende, chi era il presidente del Cile morto nel golpe. 45 anni fa, l'11 settembre del 1973, il colpo di Stato di Pinochet, dittatura durata fino al 1990

Salvador Allende (Wikipedia)Salvador Allende (Wikipedia)

Dall’11 settembre del 2001, la gente si divide tra chi ricorda la distruzione delle Torri Gemelle di New York con i loro quasi tremila morti, e il colpo di stato fascista in Cile che portò alla morte del presidente Allende. Era l’11 settembre 1973. A lungo, soprattutto da parte della giunta militare del generale Pinochet, si è detto che il presidente socialista si suicidò durante l’assalto al palazzo presidenziale, ma diverse autopsie, l’ultima delle quali nel 2011, mostrano che fu ucciso con una scarica di mitra dai soldati golpisti, entrati nel salone dove Allende aveva intenzione di resistere con gli ultimi uomini rimasti fedeli a lui. Fu poi inscenato il suicidio, per togliere la giunta militare dall’imbarazzo (Agg. Paolo Vites)

CHI ERA SALVATOR ALLENDE

Salvador Allende, chi era il presidente del Cile morto nel golpe dell’11 settembre del 1973. Primo presidente marxista democraticamente eletto nelle Americhe, secondo alcuni il primo al mondo, Allende morì in circostanze non ancora chiare nel palazzo presidenziale a Santiago del Cile, nel corso del golpe organizzato dall’esercito cileno. Un colpo di stato riuscito, con il generale Augusto Pinochet che instaurò una dittatura militare. Nato nel 1908, Allende si laureò in medicina all’Universidad de Chile , ma venne allontanato e successivamente inquisito per motivi politici alla fine degli studi. Da qui iniziò la sua carriera politica, partecipando alla fondazione del Partito Socialista del Cile nel 1933. Quattro anni dopo, nel 1937, venne eletto deputato del Parlamento. Un percorso in ascesa: nel 1943 arrivò la nomina a segretario dei socialisti, assumendo la carica di Ministro della Sanità e delle politiche sociali. Nel 1945 la nomina a senatore, mentre nel 1966 presidente del Senato.

45 ANNI FA IL COLPO DI STATO IN CILE

Nel 1970 la svolta definiiva: Salvador Allende si presentò alle elezioni presidenziali del 1970 sostenuto da una coalizione di sinistra chiamata Unidad Popular e che comprendeva il Partito Socialista, il Partito Comunista, il Partito Radicale e di cristiani dissidenti di sinistra. Allende ottenne la vittoria con il 36 per cento dei consensi, seppur senza la maggioranza assoluta: la nomina a presidente arrivò grazie a un accordo tra le forze di sinistra e la Democrazia Cristiana. Allende approntò immediatamente una serie di riforme in materia economico-industriale, portando il Paese a uno scontro civile decisamente aspro: alcune forze di opposizione invocarono l’intervento delle forze armate per riportare l’ordine, ma l’11 settembre del 1973 ebbe luogo il famoso golpe: Augusto Pinochet alla guida dei militari per instaurare la dittatura. Un evento che colpì Allende, tanto da portarlo al suicidio: secondo il suo medico Patricio Guijon pur di non dimettersi si sparò con una mitraglietta nella sede della presidenza della Repubblica.

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