BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

Milano modello Fiat

lunedì 17 gennaio 2011

 Se non fosse per il nostro inguaribile ottimismo, che ci permette di guardare con interesse ai cambiamenti della nostra società, e ai riflessi che interessano da vicino la persona, diremmo che questa stagione, quella della globalizzazione, non sempre premia l’uomo. Ed è il lavoro che cambia, ad offrirci gli esempi di oggi. Sono settimane difficili per i giovani che cercano un lavoro; gli indicatori parlano di tassi di disoccupazione alti, che sfiorano il 30%. Certo a Milano e in Lombardia la situazione non è così difficile, grazie anche all’impegno nella formazione della Regione.


Ma torniamo alle situazioni più complesse. Nei giorni scorsi, in Triennale si sono riuniti centinaia di lavoratori autonomi, partite iva, professionisti che hanno messo in scena il loro “Quinto Stato” e hanno scritto il loro manifesto. I “professionisti della conoscenza” hanno messo in scena la loro vita e il loro lavoro.


Incontri serrati per dire come vivono i professionisti di oggi, poche garanzie, tanta creatività e voglia di fare. Al servizio di imprese grandi e piccole, un po’ vessati da richieste inique dell’INPS ed esclusi di fatto, dalle grandi organizzazioni di rappresentanza, nate per tutelare il lavoro dipendente ma incapaci di costruire un percorso per questi lavoratori.


Che, lamentano: «Paghiamo le pensioni degli altri ma noi non ne avremo una sufficiente a sopravvivere. E in più ci chiamano evasori». Dunque una realtà “anomala”, fatta di persone, sicuramente qualificate, certamente indispensabili ai sistemi di produzione del reddito, ma senza una rete protettiva adeguata. E allora serve davvero una riforma del welfare. Costruita sulle persone che lavorano, prima ancora che sulle categorie.

 




  PAG. SUCC. >