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Ripartire dai "tratti" invisibili

lunedì 31 gennaio 2011

Nei mesi scorsi abbiamo ospitato provocatoriamente la mostra “Cor Magis il cuore, l’opera e il bene di tutti”: un’allegoria del “Buono e Cattivo Governo e dei loro Effetti” del senese Ambrogio Lorenzetti, che è stata vista da centinaia di persone, con più di 40 gruppi fra scuole, istituzioni e imprese.

Colpisce molto il dibattito che ne è seguito su IlSussidiario.net  in merito alla vita e alle condizioni della città di Milano perché ha aperto un livello di riflessione che non è affatto riducibile a una strumentalizzazione politica e nemmeno a un pettegolezzo di basso livello a cui siamo, purtroppo, abituati da troppo tempo anche sulla stampa milanese.

Le provocazioni sia di Luca Doninelli, che condivido, e del New York Times hanno generato un interessante e vivace dialogo attraverso una serie di riflessioni, reazioni e giudizi sulla nostra città: c’è chi la giudica una realtà internazionale, chi creativa, altri ancora come un luogo decadente oppure chi la ritiene terribilmente provinciale, vecchia piuttosto che (al contrario) accogliente o addirittura anonima e individualista.

Un ulteriore sollecito ci arriva dall’ultimo provvedimento di Carlo Masseroli, Assessore all’Urbanistica di Milano: proprio in questi giorni, infatti, in Consiglio Comunale è in discussione il Piano Urbanistico del Territorio (Pgt).

Si tratta di un fatto che mobilita tutti - assessori, politici, intellettuali e operatori del settore - a riflettere sul tema dello sviluppo del territorio della nostra città. Avrò modo di parlarne in modo più adeguato, nel frattempo il dibattito si è acceso: chi a favore chi contro, ma non vi è dubbio che tutti devono fare i conti con una concezione di sviluppo del territorio che sfida la responsabilità non solo degli operatori immobiliari, ma anche di tutte le parti sociali, culturali ed economiche della nostra città. 




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