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La libertà che serve a Milano

mercoledì 18 maggio 2011

L’impegno profuso dalla CDO in vista del primo turno delle elezioni amministrative nella nostra città indica che il lavoro che abbiamo fatto per fare emergere una politica legata alle esperienze reali presenti in città ha dato risultati positivi. Gli incontri svolti hanno permesso ai tanti partecipanti di cogliere la differenza fra chi presenta progetti per piegare la realtà ad un suo disegno e chi invece parte dalla realtà, dalle esperienze in atto, per trarre un proprio giudizio.

E’ così che abbiamo fatto emergere una ricchezza di soggetti che senza clamori rispondono quotidianamente ai bisogni della città e abbiamo richiamato la ricchezza della identità di un popolo che, nel solco di una tradizione antica, con generosità, creatività e capacità di innovare contribuisce alla ricchezza di tutti.

Una politica sempre più autoreferenziale ha tentato di usare Milano per giochi politici nazionali, senza mostrare sufficiente attenzione ai bisogni dei milanesi, ed impedendoci di vedere la realtà delle proposte che erano in campo.

E’ necessario avanzare proposte capaci di favorire la crescita e lo sviluppo della Milano produttiva, di dare a questa città i servizi che servono a costi equi, in un ambiente che coniughi lavoro e sviluppo con la tutela delle risorse naturali, assicurando alle persone i servizi di cui hanno bisogno.

La prospettiva di chi ritiene che il pubblico sia l’unico soggetto in grado di realizzare progetti è limitante, ed anche se riveste la sua proposta di inviti alla coprogettazione comune, esclude tante risorse presenti in città; non si misura soprattutto con i limiti che risorse pubbliche scarse hanno determinato e con la sua proposta avvia un ciclo negativo che fa alzare le tasse e diminuire i servizi.

Altrettanto sbagliata è la proposta avanzata da un liberismo senza freni che vede nella privatizzazione dei servizi l’unica strada, senza considerare l’importanza dell’equità e dell’universalità nella risposta ai bisogni.




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