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PINA BAUSCH/ L'omaggio in 3D di Wim Wenders alla coreografa visionaria

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Pina Bausch  Pina Bausch
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Corpi e terra. Portata a chili sul palcoscenico della sua “Sagra della Primavera”. Sulla musica di Stravinskij che fa rimbombare il battito del cuore, l’Eletta avanza tremante il drappo rosso della vittima sacrificale, quasi a volerlo donare a ciascuno di noi… Corpi e acqua. Spruzzata ad ettolitri sulla scena di “Vollmond”, energia di vita, pronta a fluttuare in onde di desiderio, contro il macigno nero, anch’esso scolpito, del destino. “Balliamo, balliamo altrimenti siamo perduti!”… recita una voce, mentre scorrono i titoli di coda.
La coreografa tedesca, scomparsa tre anni fa, rivive nella pellicola di Wim Wenders, grazie alle parole e ai corpi in movimento del suo erede artistico: la compagnia Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.



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